Home Cronaca di Palermo Borgetto, lavanderia abusiva e reddito di emergenza: tre denunce

Borgetto, lavanderia abusiva e reddito di emergenza: tre denunce


Francesca Catalano

Una lavanderia a Borgetto totalmente abusiva gestita da due sorelle e il marito di una delle due percepiva il reddito di emergenza

I finanzieri di Partinico, nell’ambito dei controlli a contrasto del lavoro nero, hanno individuato una lavanderia totalmente abusiva a Borgetto, risultata priva di autorizzazioni, nonché priva di partita Iva e pertanto completamente sconosciuta al fisco (evasore totale) e di qualsiasi autorizzazione amministrativa.

In particolare, da alcuni accertamenti erano emersi consumi anomali di energia elettrica e la sussistenza di potenziali violazioni alla normativa ambientale. Da qui la richiesta all’Autorità Giudiziaria di un decreto di perquisizione, che ha permesso di accertare l’esistenza di una lavanderia artigianale, gestita da due sorelle, allestita in modo precario e in totale assenza di qualsiasi autorizzazione. Gli ulteriori accertamenti eseguiti hanno permesso di appurare, oltre alle citate violazioni, la mancanza di specifica documentazione prevista dal Testo Unico Ambiente per la particolare tipologia di attività (Autorizzazione Unica Ambientale, denuncia annuale delle acque reflue industriali, relazione tecnica dell’impianto di depurazione e autorizzazione allo scarico in fognatura).

I militari hanno così proceduto al sequestro penale del locale e delle attrezzature trovate al suo interno e a denunciare le titolari alla Procura della Repubblica di Palermo per l’ipotesi di reato di “omessa domanda dì autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali”.

“Nei confronti delle due sorelle – spiegano dal Comando – si procederà inoltre, alla contestazione delle relative sanzioni amministrative fino a 8.000 euro”.

Da successivi approfondimenti investigativi è stato scoperto che il marito di una delle due titolari aveva richiesto e beneficiato del reddito di emergenza. L’uomo non aveva comunicato la posizione lavorativa svolta dalla moglie, la quale – seppure esercitata in forma abusiva – costituisce una fonte reddituale per il nucleo familiare. Il percettore è stato denunciato ed è stata data comunicazione all’Inps per la revoca del beneficio e il recupero degli importi finora erogati, ammontanti ad Euro 1.120 euro.

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