Home Palermo di notte è come Marylin: vergine e spudorata

Palermo di notte è come Marylin: vergine e spudorata


Angelo Scuderi

Alla scoperta della tua città a tre metri d’altezza, scrutandone le sfumature tra le foglie

Palermo in abito da sera, nettamente più seducente, talmente inaspettata anche per occhi che l’abitudine ha reso indifferenti. Guardarla così a tre metri d’altezza, scoprirla tra le foglie e tra le foglie scrutare quelle sfumature aliene sino ai minuti precedenti. Ecco la Palermo che cattura lo sguardo persino dei palermitani più consoni a stuprarla con il loro lassismo quotidiano che a corteggiarla.

Soldi impiegati bene quelli necessari per un amplesso notturno con la città che ami, dove non hai scelto di nascere ma hai scelto di vivere e proprio questo testimonia che è amore viscerale quello che ti lega a un sentimento fatto di rincorse. Un amore faticoso ma che riesci a tutelare in virtù di un richiamo che non trova posto nello spettro della logica. Immagini di Palermo archiviate nei file di quella memoria che magari ti accompagnerà fino al momento in cui staccando la spina cessate di esistere assieme, tu e questa terra di pirati e malandrini, ma anche di artisti di vita quotidiana e di costruttori di sogni.

Se guardi Palermo di notte, quando pirati e malandrini si alternano tra sonno e tv a loro guisa, rimetti l’anima in pace e ti perdoni di averla tradita questa tua Palermo soltanto col pensiero, immaginandoti trasportato in terre lontane dove il diritto civico è merce esotica, dove Rap è sinonimo di ribellione cadenzata e non di collusione col malaffare e ztl e similari non sono strumenti di sopruso urbano. Palermo di notte è come Marylin, straordinariamente bella che daresti l’anima per farci l’amore pur sapendo che non basterà tutto l’amore del mondo per sradicarle quel velo di malinconia che ti fa sentire un amante poco adeguato. Palermo di notte, vergine e spudorata, angelica e puttana. Immaginifica. Disarmante.


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