Pizzo al bar del Tribunale, Le Iene: «Stasera una storia diversa»

«Illegalità al bar del Tribunale di Palermo?» Da questo interrogativo prende vita l’inchiesta de Le Iene Show in onda questa sera su Italia Uno a partire dalle ore 21:10

Illegalità al bar del Tribunale di Palermo?  Da questo interrogativo prende vita l’inchiesta de Le Iene Show in onda questa sera su Italia Uno a partire dalle ore 21:10. A firmare il servizio è Ismaele La Vardera, che ha approfondito la questione intervistando due dipendenti del locale “incriminato”, che hanno deciso di metterci la faccia. Per comprendere meglio la vicenda e i suoi sviluppi, però, è necessario partire da molto più lontano: da quando, cioè, un imprenditore palermitano, Giovanni Torregrossa, proprietario di tabaccherie e anche del bar presente all’interno del tribunale di Palermo, minacciato da un boss locale decise di farsi coraggio, di mettersi addosso una microcamera e di registrare la conversazione in cui gli veniva chiesto il pizzo.

All’appuntamento, quel giorno, si presentarono anche i carabinieri, che riuscirono ad arrestare: Benedetto Marciante, Gianfranco Cutrera, Francesco e Michele Lo Valvo, padre e figlio. L’uomo diventato simbolo della lotta antimafia, Giovanni Torregrossa, in questa storia sembra avere un altro ruolo.

IL SERVIZIO DI ISMAELE LA VARDERA

L'intervistato da Ismaele La Vardera, il giornalista de Il Sicilia Maurizio Zoppi, racconta una storia un poco differente: "Pizzo al bar del tribunale era un titolo che si leggeva per evidenziare quello che era successo all’imprenditore Torregrossa". La Vardera ha parlato anche con due dipendenti di quel bar del tribunale di Palermo, le quali hanno affermato: "I clienti sono magistrati, carabinieri, polizia penitenziaria. Gente che ha a che fare con la legge, quella che non si rispetta là dentro". Parole pesanti e che potrebbero far molta più luce su questo argomento.

IL CASO

Quello della richiesta di pizzo al titolare del bar-tabaccheria del Tribunale palermitano fu un caso eclatante, scoperto dai carabinieri e dal pm Sergio Barbiera. Marciante, considerato legato al clan di Resuttana, fu arrestato mentre intascava la seconda rata del pizzo: 18 mila euro in contanti. Un video, tra l'altro, immortalò la consegna del denaro avvenuta in un capannone di via Cervantes. Francesco e Michele Lo Valvo, invece, sono parenti del commerciante, e avrebbero rivestito il ruolo di mediatori dell'estorsione, per fare ottenere uno sconto all'imprenditore. Inizialmente, infatti, Marciante avrebbe preteso direttamente la gestione del bar-tabaccheria, "riducendo" successivamente le sue pretese a 38mila euro prima, e 28mila poi, di cui 23 mila sborsati in due rate. Una ricostruzione che però i due imputati hanno sempre respinto.

STASERA A "LE IENE SHOW" LA VERITA'

A cosa si riferisce Ismaele La Vardera quando parla di illegalità all’interno del bar del Tribunale di Palermo? E quali sono gli illeciti che vedrebbero protagonista proprio questo simbolo della lotta alla mafia? Per scoprirlo non resta che attendere il servizio de Le Iene in onda stasera dalle 21:10: qui il video che dà alcune anticipazioni. 

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