Home Economia e lavoro A Palermo le tasse non si pagano: evade quasi un contribuente su due

A Palermo le tasse non si pagano: evade quasi un contribuente su due


Pippo Maniscalco

Quasi la metà dei contribuenti non paga le tasse, e come riscossione Palermo è ultima in Italia. Il Comune fischia il dissesto

La seconda relazione trimestrale sugli equilibri di bilancio ha messo nero su bianco che i conti del Comune di Palermo sono disastrosi. L’Amministrazione comunale non riesce a chiudere il bilancio di previsione 2021 e continua ad avere problemi di cassa. Rischia addirittura di arrivare al dissesto. Insomma Palermo è al tracollo perché i cittadini non pagano le tasse. Si potrebbe pensare all’effetto Covid, ma analizzando i dati pre-pandemia, si riscontra che la tendenza dei palermitani nei confronti dei tributi da versare nelle casse di Palazzo delle Aquile è stata sempre quella di evitare di pagarli. Atteggiamento sostenuto dalla strutturale ridotta capacità della macchina della riscossione di riuscire ad incassare le somme dovute. Per quanto riguarda la Tari, l’Imu, la Tosap, o le multe della polizia municipale, la predisposizione di circa la metà dei contribuenti è quella di non pagare.

NON PAGA IL 44,40% DEI CITTADINI

Infatti, dei 590 milioni di entrate previsti, ne sono stati riscossi 328 milioni, il 55,60%, lasciando un buco di 262 milioni di euro, il 44,40%. Come evidenzia il Giornale di Sicilia, a Genova il non riscosso è il 5,52%, a Bologna il 15,17, a Napoli il 28, 66 a Bari il 28, 11, ed a Milano il 20, 36. Si avvicina a Palermo solo Roma, con il 40,55 per cento di non riscosso. Per il capoluogo siciliano il risultato è che sono in sofferenza la manutenzione delle strade, la raccolta dei rifiuti con il mancato spazzamento delle vie e dei marciapiedi, gli scuolabus e le navette gratuite nel centro storico. Ma ne soffre anche la manutenzione delle caditoie, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Perché, stando così le cose, ai fini del bilancio c’è da alimentare l’indispensabile “Fondo crediti di dubbia esigibilità”, che consiste in un accantonato a garanzia delle mancate riscossioni. Una palla al piede che già ammonita a più di 200 milioni. Nel frattempo la città va in malora. Dalle strade ai ponti, dai marciapiedi al decoro urbano. Tutta roba di cui il palermitano medio non manca si lamentarsi, ma contemporaneamente cerca di sottrarsi all’appuntamento con le tasse. Non tenendo conto che l’amministrazione comunale è sull’orlo del dissesto, ed quindi ha difficoltà a garantire il livello minimo dei servizi essenziali.

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