Home Economia e lavoro Alitalia-Ita, l’appello ai politici: “Incontri infruttuosi, aiutateci”

Alitalia-Ita, l’appello ai politici: “Incontri infruttuosi, aiutateci”


Redazione

I sindacati: "Pur consapevoli delle complessità e delle difficoltà della fase, in termini industriali e occupazionali che coinvolgono migliaia di lavoratori di Alitalia, siamo a richiedere, un vostro intervento su questa delicata vertenza nell’audizione con i vertici di ITA."

Con un vero e proprio appello, le segreterie territoriali SCL CGIL UILCOM UIL FISTEL CISL UGL TLC, impegnate a salvaguardare i quasi 600 operatori Alitalia del call center Almaviva di Palermo, si rivolgono al mondo della politica nazionale. Tirati in ballo dunque il Presidente della IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazione della Camera dei Deputati, e i Componenti della della IX Commissione (Trasporti, Poste e
Telecomunicazione della Camera dei Deputati.

In riferimento all’audizione dei vertici di ITA prevista per il 21 p.v. intendiamo portare alla vostra attenzione la grave situazione occupazionale che si è venuta a determinare a seguito della gara bandita da ITA a fine luglio per la gestione del servizio clienti, ad oggi fornito ad Alitalia dalla società Almaviva con una forza lavoro di circa 570 lavoratori a Palermo e 60 a Rende.

NESSUNA GARANZIA DI CONTINUITA’ OCCUPAZIONALE

Questi lavoratori, dopo 20 anni, rischiano di perdere il posto di lavoro. Cio in quanto la gara assegnata alla società Covisian ad oggi non prevede l’applicazione della clausola sociale – prevista per il settore dei call center – che riconosce il diritto alla prosecuzione del rapporto di lavoro con il nuovo fornitore. Purtroppo i due incontri che si sono tenuti in data 07/09 e 17/09 al Ministero del Lavoro, presenti tutte le parti in causa, non hanno prodotto avanzamenti significativi. In quanto sia ITA che Covisian non vogliono garantire a tutti i lavoratori la continuità occupazionale nella commessa, fatto questo per noi inaccettabile”.

“CHE NON SI CREINO PERICOLOSI PRECEDENTI”


Riteniamo inaccettabile, anche, che un’Azienda di fatto pubblica (100% di proprietà del ministero del Tesoro) bandisca una gara di questa entità con modalità privatistiche. Così facendo non rispettando la legge sulle clausole sociali, mettendo in pericolo in prima battuta il posto di lavoro di 621 lavoratori del sud ed, inoltre, creando un pericolosissimo precedente. Precedente che mette a rischio l’intera tenuta di un settore che da un ventennio costituisce il più fertile polmone occupazionale del sud ed in particolare della Sicilia”.

LE INCOERENZA DEL PIANO INDUSTRIALE DI ITA

Oltre all’inspiegabile posizione di voler eludere una norma legislativa che ha in questi anni salvaguardato l’intero settore del Contact Center da speculazioni massive sull’abbattimento del costo del Lavoro sulle spalle dei Lavoratori, restiamo stupiti che il Piano Industriale di Ita stima a regime un numero di chiamate superiore alla piena occupazione di tutti i Lavoratori interessati, valori che sono stati oggetto della Gara e quindi delle successive offerte che hanno individuato l’azienda Covisian come aggiudicataria”.



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