Blitz Acquasanta:«Quando grazie all’Inter il boss Ferrante non pulì la sua cella»

La voglia di puntare soldi era talmente tanta che, non potendolo fare sulle partite di calcio tantomeno sulle corse dei cavallli perchè recluso, il boss Giovanni Ferrante si inventò un altro genere di scommessa. Con un altro detenuto, avrebbe infatti deciso di giocarsi la vittoria dell’Inter per essere esonerato dalla pulizia della loro cella. E’ questo il retroscena  emerso dalle intercettazioni in merito all’operazione “Mani in pasta” della guardia di finanza, che, martedì ha portato all’arresto di 90 persone, smantellando il clan dell’Acquasanta.

Il racconto della scommessa, diciamo anomala lo fa Giovanni Di Vincenzo, altro indagato, mentre parla a Letizia Cinà, compagna di Ferrante. Se quest’ultimo,  indovinando quel gol vincente al novantatreesimo minuto avrebbe ottenuto un vantaggio, per Di Vincenzo quella stessa partita sarebbe stata invece una rovina. 

L’AUDIO

Ecco quanto contenuto nell’audio. “Oggi mi è arrivata la lettera – dice Di Vincenzo – dove Giovanni sostiene che per ora non fa niente, in quanto ha vinto una scommessa con l’interista… Per ora non fa niente, lavora questo al posto suo per una settimana… Dice che si sono messi di scommessa, forse chi perdeva per una settimana deve fare le pulizie… E ha vinto ed è messo che da una settimana non fa niente!”. E poi aggiungeva: “Ora glielo scrivo: ‘Compà, non mettere più scommesse contro l’Inter perché tu hai vinto la scommessa e io ho perso soldi con l’Inter al novantatreesimo’… Lui ha vinto la scommessa e io ho perso i soldi!”. 

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