Palmeri (Attiva Sicilia) a Orlando: «Le bombe d’acqua si combattono così»

Una lettera aperta al sindaco Orlando, un approccio istituzionale che tuttavia non intende nascondere la preoccupazione per una tragedia evitata per caso. “Ciò che è accaduto a Palermo è inaccettabile e non degno di una metropoli europea”. Le firme in calce sono di Angela Foti, Matteo Mangiacavallo, Valentina Palmeri, Elena Pagana e Sergio Tancredi, deputati di Attiva Sicilia all’Ars. Il tono della lettera è pacato e propositivo, si va alla sostanza delle cose e anche per questo non c’è bisogno di urlare. I deputati scrivono da “cittadini adottivi” quali si definiscono essendo Palermo ben più che una seconda casa.

ALLAGAMENTI RICORRENTI
“Non spetta a noi ricercare le responsabilità per quanto avvenuto, ma il ruolo che ci è stato assegnato dai siciliani deve essere esercitato anche nella ricerca di soluzioni efficaci e rispondenti alle necessità dei nostri territori. Non è un problema di semplice manutenzione ordinaria e Palermo, come tante altre città italiane, presenta la necessità di interventi strutturali adeguati. Lo testimonia il fatto che l’allagamento dei sottopassi non è purtroppo un fatto straordinario, ma qualcosa di ricorrente che si verifica in occasione di piogge torrenziali”.

I PLUVIOMETRI
L’analisi dei fatti è la premessa per la proposta. “Al netto delle grandi opere infrastrutturali – sottolinea Valentina Palmeri – che richiederanno tempo e denaro, invitiamo la sua Amministrazione, qualora non lo avesse già in programma, a valutare l’installazione di pluviometri o sensori di allerta in prossimità dei sottopassi da collegare ai semafori delle corsie centrali, in modo da deviare il traffico non appena raggiunto un definito livello dell’acqua. Questo sistema può essere una soluzione per rispondere in modo celere agli imprevisti e violenti fenomeni meteorologici”.

LA PROPOSTA DI LEGGE
Ma Palmeri allarga il campo anche ad altra tipologia di intervento. “Un tema non secondario è rendere permeabili i nostri territori, cosa che si determina stoppando l’allargamento del tessuto urbano e sostituendo parte dei nostri asfalti con materiali adeguati. Ciò fa parte di una nostra proposta già approvata in Commissione Ambiente e contenuta nel disegno di legge regionale sull’edilizia. La prova lampante dell’efficacia di tutto ciò è il Parco Uditore che, limitrofo al sottopasso allagato, si è presentato intatto subito dopo la bomba d’acqua. Rendere permeabili piazze e parcheggi e utilizzare asfalti ad alto drenaggio rappresentano interventi da potere realizzare subito preparandosi al futuro”.

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