Porta Felice, l’antico ingresso del Cassaro: tra storia e bellezza

Nel cuore del centro storico di Palermo c’è una strada che tutti conosciamo: via Vittorio Emanuele. Conosciuta in passato come “il Cassaro”, la strada più antica della città, si estende da Porta Nuova fino ad un ingresso monumentale che affaccia sul mare, ovvero Porta Felice.
Proprio quest’ultima fa parte del meraviglioso patrimonio culturale che il festival “Le Vie dei Tesori” dà la possibilità di scoprire nel mese di ottobre, permettendo a turisti e cittadini di ammirare e conoscere ancora più da vicino monumenti, luoghi e angoli della città e non solo.

La storia di Porta Felice 

Edificata intorno al 1582 e voluta dal viceré di Sicilia, Marcantonio Colonna, Porta Felice ha una storia molto interessante e che non tutti conoscono. È infatti dedicata alla moglie del viceré Donna Felice Orsini, di cui porta appunto il nome. Marcantonio Colonna, per farsi perdonare dalla consorte una storia extraconiugale, commissionò la costruzione della porta in suo onore. Il viceré infatti non solo aveva tradito la moglie ma aveva anche fatto costruire come dono all’amante, Eufrosina Valdaura baronessa di Miserendino, la “Fontana della Sirenetta” al centro di quella che tutti conoscono come piazza Mondello. Inoltre, se si guarda con attenzione nel pilone di sinistra della Porta è possibile ritrovare proprio la sirena, simbolo della fontana. La realizzazione del progetto fu affidata all’architetto Mariano Smiriglio ma la costruzione si concluse solo nel 1637, durante il regno di Luigi Guglielmo I Moncada duca di Montalto.

Un paesaggio da immortalare

In un preciso momento dell’anno Porta Felice diventa il palcoscenico di un fenomeno più unico che raro. Durante l’equinozio di primavera il sole sembra emergere dal mare per porsi successivamente al centro dei due piloni della porta, regalando uno sfondo mozzafiato e diventando un paesaggio che passanti e turisti adorano immortalare attraverso la fotografia.

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