Prima della Rambla fu il Passìo: “Abbiamo citato il Comune per plagio dei diritti d’autore”

La “Rambla” di Palermo è in questi giorni nell’occhio del ciclone. Palermitani insoddisfatti del risultato finale hanno dato sfogo a critiche e ironia sulla realizzazione di un’area dalla quale si aspettavano di più. La Rosa dei Venti sull’asfalto di piazza Andrea Camilleri non è il biglietto da visita che molti speravano che il capoluogo presentasse a chi arriva dal porto.

Una pesante stroncatura arriva persino da Iano Monaco, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC di Palermo e della sua Fondazione. “Altro che Rambla di Palermo – si legge in una nota -. Si tratta della ennesima occasione persa o non colta di dare forma e dignità architettoniche a uno spazio urbano di particolare importanza e delicatezza in cui la città si apre al suo porto, reso più complesso dai problemi della mobilità fronte mare” (QUI MAGGIORI DETTAGLI).

Prima della “Rambla” fu, però, il “Passìo”. Così si chiamava il progetto presentato nel 2012/2013 al Comune dallo studio palermitano Istud design. Un progetto completo di riqualificazione di via Amari, che vedeva anche la partecipazione al Programma LIFE 2018-2020 per i fondi. Quasi 9 milioni di euro che ne avrebbero consentito la realizzazione. Nonostante gli incontri e la documentazione prodotta, sul finire l’iniziativa si arenò. Mancava infatti la firma della lettera di intenti.

Il progetto è rimasto tuttavia negli archivi del Comune di Palermo. “Un anno e mezzo fa siamo venuti a conoscenza che alcuni tecnici del Comune lo stavano rielaborando e poi ne è uscito quello che vediamo. Il progetto è sempre disponibile, perché lo abbiamo depositato regolarmente”. Così spiega, raggiunto da Palermo Live, l’architetto Salvatore Palmeri, che insieme al suo studio aveva avanzato la proposta.

“Il progetto aveva una sua valenza. Mi dispiace che purtroppo ci siano persone che occupino il loro tempo in un lavoro di progettazione, questo venga messo da parte e poi ci si sia permessi di plagiare il progetto. Lo avessero migliorato almeno, sarebbe stato magari una cosa bella, e invece. Abbiamo citato il Comune lo scorso anno per plagio dei diritti d’autore, ma poi abbiamo chiuso la situazione in maniera bonaria. A me non interessa fare causa al Comune. Mi interessava solo che si realizzasse qualcosa di bello per la città”.

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