Home Cronaca di Palermo Al via l’assalto finale all’Azovstal: pioggia di fuoco sull’acciaieria

Al via l’assalto finale all’Azovstal: pioggia di fuoco sull’acciaieria


Redazione PL

I russi stanno conducendo l'assalto finale all'acciaieria Azovstal, assediata da settimane. Oltre ai soldati, dentro si sono rifugiati anche dei civili che non riescono ad essere evacuati

Ha preso il via la battaglia finale all’acciaieria Azovstal, quella che con ogni probabilità deciderà il futuro della guerra in Ucraina. Nella grande struttura di Mariupol si sono rifugiati soldati e civili. Ma ora l’esercito russo ha iniziato l’ennesimo, ma forse anche l’ultimo, assalto, contro quello che rappresenta l’ultimo baluardo della difesa di Mariupol. “Gli occupanti hanno preso d’assalto l’Azovstal, cercando di entrare nell’impianto”, ha fatto sapere l’agenzia ucraina Unian. “Mentre nie lanci delle agenzie russe si legge: “Unità dell’esercito russo e della Repubblica popolare di Donetsk usando artiglieria e aerei stanno cominciando a distruggere le posizioni di tiro dei combattenti ucraini usciti dalla fabbrica”. A quanto pare, i russi hanno scatenato sull’acciaieria una pioggia di fuoco e sono riusciti ad entrare. Occupando postazioni d’attacco sul territorio e negli edifici dell’impianto.

NELL’ACCIAIERIA CI SAREBBERO CENTINAIA DI CIVILI

L’Azovstal è una struttura che è stata difesa disperatamente,  anche per la sua estensione e conformazione. Occupa una superficie di 11 km quadrati e ha una fitta rete di cunicoli sotterranei costruiti ai tempi dell’Unione Sovietica per resistere a un eventuale attacco nucleare. Una situazione ideale in cui potere resistere anche in inferiorità numerica. Nell’acciaieria si sono rifugiati soldati e civili. I numeri sono incerti, ma all’interno potrebbero essere in migliaia. Oltre ai soldati ucraini,  ci sarebbero ancora oltre 200 civili. La stima, non confermata, è stata fatta dal sindaco di Mariupol Vadym Boychenko: “Stiamo facendo ogni sforzo per estrarli e tutti oggi cerchiamo di fare pressione su chi può aiutarci a farlo, ma sappiamo che tutto dipende dalla buona volontà di Vladimir Putin”.

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