Home Cronaca di Palermo Blitz antimafia a Castellammare del Golfo: interrotto asse Sicilia-New York

Blitz antimafia a Castellammare del Golfo: interrotto asse Sicilia-New York


Pippo Maniscalco

In un blitz a Castellammare del Golfo i carabinieri hanno arrestato 14 persone, e ne hanno denunciato altre 11, fra cui "don Ciccio Domingo", indicato come fiancheggiatore di Messina Denaro

In esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Trapani, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno assestato un duro colpo alla famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo. Nella notte, 200 carabinieri, con il supporto di unità navali, aeree e reparti specializzati come lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia hanno arrestato 14 persone, e ne hanno denunciato altre 11. I reati contestati sono associazione di tipo mafioso, estorsione, furto, favoreggiamento, violazione della sorveglianza speciale e altro, tutti aggravati dal metodo mafioso.

ARRESTATO ANCHE FRANCESCO DOMINGO, CHIAMATO “TEMPESTA”

Fra gli arrestati c’è Francesco Domingo, 64 anni, che in Cosa nostra lo hanno sempre chiamato “Tempesta”, indicato come punto di riferimento per l’imprendibile Matteo Messina Denaro. È stato riscontrato che gli emissari della famiglia americana dei Bonanno, nei loro viaggi da New York verso la Sicilia, non hanno mai mancato di fare tappa a Castellammare del Golfo, per andare ad ossequiare don Ciccio Domingo, padrino della vecchia guardia. Da notare che le origini del clan Bonanno di New York, hanno le proprie radici proprio a Castellammare.

COLLEGAMENTI SICILIA-NEW YORK

Già a luglio si era parlato di asse Sicilia-America,  con i 19 arresti nel clan Inzerillo a Palermo. Allora erano emersi segnali inquietanti di collegamenti con la famiglia Gambino di New York. Gli Inzerillo, i “perdenti” fuggiti negli Stati Uniti nel corso della guerra di mafia degli anni Ottanta, dopo la morte di Totò Riina erano tornati in Sicilia. Da allora la Procura di Palermo ha individuato flussi di denaro dall’America verso la Sicilia. Di fatto nei mesi scorsi, la Commissione parlamentare antimafia ha deciso una trasferta negli Stati Uniti, per comprendere come si sta sviluppando il nuovo asse criminale fra la Sicilia e gli States.

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