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Caccamo, la F.I.D.A.P.A. dona una targa con numeri anti-violenza


Marianna La Barbera

L'insegna è stata posta nella Villa Comunale, in prossimità della panchina rossa emblema della lotta al femminicidio

Una targa può salvare la vita.
E fornire un aiuto prezioso a tutte le donne che necessitano di aiuto: materiale, legale, psicologico.
Lo sa bene la F.I.D.A.P.A. di Caccamo, il Comune della provincia di Palermo che, negli ultimi mesi, ha purtroppo immeritatamente conosciuto la ribalta mediatica per via dell’orribile fine di Roberta Siragusa.
La sezione locale della Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari ha provveduto a donare una targa nella quale figurano alcune indicazioni utili in caso di violenza.
I riferimenti territoriali sono Palermo, Altavilla e Villabate.

LOTTA ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE ANCHE NEGLI SPAZI PUBBLICI

La targa è stata sistemata presso la Villa Comunale, sotto un’altra insegna dedicata alla diciassettenne uccisa nella notte tra il 23 e il 24 gennaio scorsi.
Tutte e due sono collocate accanto alla panchina rossa emblema della lotta alla al femminicidio.
Anche quest’ultima è un dono della F.I.D.A.P.A. alla collettività.
Allocata nella Villa nel 2018, segnò la conclusione di un percorso di sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne intrapreso insieme agli alunni delle scuole.
Nei mesi scorsi, l’avvocato Rosa Maria Di Cola, presidente del Consiglio Comunale di Caccamo, aveva annunciato inoltre l’incisione del nome della ragazza sulla panchina.
Un modo per perpetuarne il ricordo e la presenza simbolica nella quotidianità.

I dettagli della targa donata dalla F.I.D.A.P.A.
I dettagli della targa donata dalla F.I.D.A.P.A.

IL MESSAGGIO DELLA F.I.D.A.P.A.

“Non possiamo fermarci – recita un post pubblicato nella pagina facebook della sezione di Caccamo della F.I.D.A.P.A. – e dobbiamo continuare a dire no a qualunque forma di violenza”.
Un messaggio chiaro, rivolto soprattutto alle donne, invitate a non avere paura e a chiedere aiuto laddove si manifesti qualsivoglia forma di violenza.
” Un grazie in particolare al signor Valerio Cecala per l’installazione!!” si legge ancora nel post.

UNA COMUNITÀ SCONVOLTA

Nei giorni scorsi sono emersi nuovi particolari sull’uccisione della ragazza, grazie a un filmato, ripreso dalle telecamere di sorveglianza in prossimità di un locale vicino al campo sportivo del paese, dove Roberta è stata gettata e data alla fiamme.
Il video, depositato durante l’incidente probatorio dal procuratore capo Ambrogio Cartosio e dal sostituto Giacomo Barbara, mostra dettagli agghiaccianti che sembrano non lasciare alcun dubbio sul quadro indiziario a carico dell’ unico indagato, Pietro Morreale, fidanzato della vittima che non ha mai confessato il delitto.
Quadro indiziario che, secondo gli avvocati di parte civile, si sarebbe trasformato in “un quadro probatorio gravissimo che non consente di poter formulare ipotesi investigative diverse”.
Le immagini choc del filmato hanno provocato sgomento e dolore presso l’intera comunità caccamese, già duramente provata dall’uccisione della ragazza, figlia di una famiglia amata e benvoluta da tutti.

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