Home Economia e lavoro Caldo e siccità, 11% in meno di raccolto per la passata di pomodoro

Caldo e siccità, 11% in meno di raccolto per la passata di pomodoro


Alessia Maranzano

pomodoro

Le temperature roventi che imperversano da settimane sulla Penisola stanno causando gravi problemi al settore agroalimentare. Perso l’11% nel raccolto di pomodoro da salsa destinato a polpe, passate, sughi e concentrati. Scende la produzione nazionale dell’alimento simbolo della dieta mediterranea che subisce un calo stimato fino a 5,4 miliardi di chili.

L’avvio della raccolta del pomodoro in Italia

È quanto emerge dallo studio di Coldiretti, presentato in occasione dell’avvio della raccolta del pomodoro in Italia a Casalmaggiore (Cremona) in Lombardia. A causa delle condizioni climatiche che hanno accelerato i processi di maturazione e messo a rischio le produzioni in campo, la raccolta è partita in anticipo.

I consumi di pomodoro degli italiani

Secondo le stime di Coldiretti, le famiglie italiane consumano mediamente 20 chili di conserve di pomodoro ogni anno. Tra le più utilizzate in cucina, al primo posto le passate, seguite da polpa, pelati e pomodorini; per ultimi i concentrati. Tuttavia aumenta anche il costo che l’intera filiera è costretta ad affrontare con ripercussioni sui consumatori. “Si paga più la bottiglia che il pomodoro in essa contenuto: in una bottiglia di passata da 700 ml in vendita mediamente a 1,3 euro oltre la metà (53%) è il margine della distribuzione commerciale con le promozioni, il 18% sono i costi di produzione industriali, il 10% è il costo della bottiglia, l’8% è il valore riconosciuto al pomodoro, il 6% ai trasporti, il 3% al tappo e all’etichetta e il 2% per la pubblicità” conclude Coldiretti.

 L’Italia primo produttore in Europa

Nel Bel Paese, sono circa 70 mila gli ettari dedicati alla produzione di salsa Made in Italy, con Emilia Romagna, Lombardia, Campania e Puglia tra i principali produttori. Nella filiera, sono coinvolte 6500 imprese agricole, circa 90 imprese di trasformazione e impiega 10.000 addetti, per un fatturato di 3,7 miliardi di euro. Grande rilevanza per l’export all’estero in crescita del 5% nei primi quattro mesi del 2022 nonostante la guerra in Ucraina. L’Italia – evidenzia Coldiretti – rappresenta il 15% del raccolto mondiale, è il primo produttore europeo di pomodoro davanti a Spagna e Portogallo e il secondo a livello globale subito dopo la California.

Serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore anche combattendo le pratiche sleali nel rispetto della legge che vieta di acquistare il cibo sotto i costi di produzione” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare  “la necessità di risorse per sostenere il settore in un momento di emergenza, fra guerra e siccità, che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare”.

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