Home Ambiente e tecnologia Al via la campagna nazionale “A Buon Rendere – molto più di un vuoto”

Al via la campagna nazionale “A Buon Rendere – molto più di un vuoto”


Marianna La Barbera

L'iniziativa è stata lanciata dall'associazione "Comuni Virtuosi" in collaborazione con varie realtà impegnate a favore dell'ambiente e dei consumatori

“A Buon Rendere – molto più di un vuoto” è il titolo della campagna di sensibilizzazione a cura dell’associazione nazionale “Comuni Virtuosi” lanciata su tutto il territorio italiano lo scorso 4 marzo.
L’iniziativa fa seguito all’appello, rivolto al Governo Draghi nel novembre 2021 – nello specifico, al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani – per velocizzare l’introduzione di un efficace Sistema di Deposito Cauzionale.
L’Italia ne ha bisogno per raggiungere gli obiettivi di raccolta e riciclo europei e per ridurre l’inquinamento dei mari, delle campagne e delle città.
La piccola somma – ovvero il “deposito” – aggiunta sul prezzo di vendita delle bevande che viene restituita nella sua totalità, quando la bottiglia o lattina viene riportata in un punto di raccolta, ne garantisce il buon fine.
La campagna di “Comuni Virtuosi” è realizzata in collaborazione con A Sud Onlus, Altroconsumo, Greenpeace, Italia Nostra, Kyoto Club, LAV, Legambiente, Lipu-Bird Life Italia, Oxfam, Marevivo, Pro Natura, Retake, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, WWF e Zero Waste Italy.
Realtà impegnate sul fronte della difesa ambientale, della biodiversità e degli animali, del miglioramento della qualità della vita e dei diritti dei consumatori.

La campagna è stata lanciata lo scorso 4 marzo. Già on line una petizione da firmare e diffondere per i singoli

GLI STRUMENTI DELLA CAMPAGNA

“A Buon Rendere – molto più di un vuoto” punta a sensibilizzare i cittadini e la politica.
Ma anche l’industria delle bevande e della distribuzione organizzata, certamente interessata ai benefici di un Sistema di Deposito.
A tal fine, la campagna si avvarrà di strumenti quali petizioni, sondaggi, eventi pubblici e attività di citizen science.
Tra essi, i resoconti sui materiali che frequentemente si trovano dispersi durante i clean up, la produzione di studi e di documenti divulgativi.
“A Buon Rendere – molto più di un vuoto” mira a diventare una voce autorevole nel dibattito italiano.
E contribuire così alla velocizzazione dei tempi di approvazione di una legge nazionale.

LE RICHIESTE

Secondo un recente sondaggio condotto da AstraRicerche e commissionato dalla campagna, l’83% degli italiani sostiene l’introduzione di un Sistema di Deposito Cauzionale.
Ovviamente, i soggetti che aderiscono alla campagna sollecitano in prima linea un Sistema di Deposito Cauzionale, spesso definito sinteticamente DRS, ovvero “Deposit Return System”.
Sistema che, sulla scorta degli altri modelli di deposito che operano con successo in diversi Paesi dell’Unione Europea, deve essere di portata nazionale e obbligatorio per i produttori.
Altro requisito, è che copra tutte le tipologie di bevande in bottiglie di plastica, vetro e lattine.

I BENEFICI

Un sistema così configurato consentirebbe di tutelare l’ambiente e favorire la transizione verso l’economia circolare.
E raggiungere, dunque, gli obiettivi europei in materia di raccolta selettiva e riciclo.
La campagna mira a raccordarsi anche con le attuali iniziative delle istituzioni UE, che stanno considerando un possibile approccio al DRS comune in tutta Europa.
Una sintesi che si ispiri ai principi comuni e diventi in tal modo performante ed efficace in tutti i Paesi dove ancora non è presente uno schema simile.
La differenza tra i tassi di intercettazione delle bottiglie per bevande tra i Paesi membri, con e senza tale sistema in vigore, manda un segnale inequivocabile: rispettivamente, 94% e 47%.
I tassi medi di intercettazione degli imballaggi per bevande nei DRS attivi in Europa superano il 90%.
Tutti gli approfondimenti sui DRS in continuo aggiornamento – articoli, video, infografiche – sono disponibili sul sito della campagna www.buonrendere.it, online già a partire dallo scorso 3 marzo.
C’è anche una petizione da firmare e diffondere per i singoli.

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