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Caos alla motorizzazione di Palermo, infinite attese per le immatricolazioni


Cristina Riggio

La segnalazione di un lettore di Palermo Live

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Dopo lo scandalo corruzione che ha coinvolto gli uffici della motorizzazione di Palermo, con 21 arresti tra cui il funzionario Luigi Costa, non c’è pace per molti automobilisti.

Infinite attese per le immatricolazioni di auto estere

In particolar modo, a lamentare il disservizio fornito ai cittadini sono i rivenditori che attendono da oltre un mese le immatricolazioni delle auto estere.

“I funzionari che sono rimasti operativi non possono operare sul settore estero, portando a noi rivenditori un grave problema economico”, così commenta un lettore di Palermo Live. Una situazione insostenibile da diversi punti di vista, sia di immagine che a livello economico.

Corruzione alla motorizzazione di Palermo: 21 arresti

L’indagine ha avuto inizio nel 2020 e ha visto impegnati, per oltre due anni, gli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Palermo in una complessa ed articolata attività. Gli accertamenti hanno consentito di richiedere e ottenere la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 8 funzionari della motorizzazione civile di Palermo e di 13 responsabili di agenzie disbrigo pratiche ricadenti nella provincia di Palermo.

Anomalie e irregolarità nelle pratiche

Gli investigatori della Polstrada attraverso la consultazione delle banche dati riscontravano numerose anomalie ed irregolarità nella definizione delle pratiche esaminate, non solo relative alle pratiche di nazionalizzazione, ma anche alle pratiche di collaudo, di duplicati di carte di circolazione, di immatricolazione di macchine agricole ed operatrici. Nelle nazionalizzazioni, le pratiche sarebbero state perfezionate senza che la documentazione fosse completa o regolare, i collaudi di tali veicoli, benché obbligatori, non sarebbero stati effettuati, i duplicati di carte di circolazione sarebbero stati emessi al fine di modificare i dati dei veicoli, in assenza dei requisiti previsti dalla norma.

Omessi collaudi e verifiche dei veicoli

Di particolare gravità erano gli omessi collaudi, in quanto diretti alla verifica della efficienza e regolarità dei veicoli, la cui mancata effettuazione poneva potenzialmente a rischio la sicurezza della circolazione stradale, come per esempio nel caso della mancata revisione degli impianti a gas dei veicoli a motore. Secondo quanto emerso dal prosieguo delle indagini, tali irregolarità sarebbero state effettuate da 8 Funzionari della Motorizzazione della così detta “area Veicoli”, i quali, in cambio di tali procedure, ritenute dagli investigatori irregolari, avrebbero ricevuto un ingiusto compenso economico dai titolari di alcune Agenzie di Disbrigo Pratiche. 

Mazzette di denaro ai pubblici ufficiali nelle pratiche

E’ così emersa una diffusa consuetudine che prevedeva la consegna di somme di denaro ai pubblici ufficiali all’interno delle carpette contenenti la documentazione che ciascuna agenzia avrebbe dovuto depositare presso gli uffici della Motorizzazione, al fine di consentirne l’esame al Funzionario preposto. In molti casi le consegne di denaro in favore dei pubblici ufficiali venivano documentate attraverso intercettazioni video.

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