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Caravella Portoghese, fuori pericolo la donna punta nel Catanese


Redazione PL

La 68enne, punta nel mare di Aci Trezza, è tornata a casa dopo un ricovero precauzionale di due notti nel reparto di Cardiologia dell'ospedale Cannizzaro

caravella

Buone notizia sulla 68enne vittima, nei giorni scorsi, di un incontro ravvicinato con una Caravella Portoghese nelle acque di Aci Trezza, frazione marinara di Aci Castello, nel Catanese. La donna è infatti tornata a casa e sta bene.

Essendo afflitta da problemi cardiaci e avendo un’aritmia, era stata ricoverata per due notti nel reparto di Cardiologia dell’ospedale Cannizzaro. Un ricovero in via precauzionale giunto a seguito della diagnosi fatta all’ospedale San Marco di Catania durante una visita ambulatoriale.

Adesso, dopo una nuova visita al San Marco e la conferma della diagnosi, la paziente ha quindi potuto fare rientro a casa. Fonti ospedaliere smentiscono, inoltre, che sia stata ricoverata in Rianimazione come si era inizialmente detto.

Caravella Portoghese, non la “classica” medusa

La vicenda della 68enne ha portato alla conoscenza dell’opinione pubblica la Caravella Portoghese, tecnicamente Phsyalia physalis. Si tratta di un sifonoro, unorganismo coloniale” formato da un insieme di polipi specializzati che vivono galleggiando sulla superficie dell’acqua grazie a una “sacca” piena di gas. Un organismo marino dotato di tentacoli, non facilmente visibili dai bagnanti, che possono raggiungere una lunghezza di 30 metri. E che, soprattutto, possono risultare molto pericolosi per l’uomo. Qualora vi si entri in contatto i sintomi possono essere lievi, come in seguito a una puntura di medusa, o ben più gravi. Ciò può dipendere dalla sensibilità del soggetto al veleno che irradia questo animale marino.

La donna, ad esempio, si è presentata presso il nosocomio catanese con sintomi lievi, accentuatisi poi con il passare del tempo. Pare, anche a causa anche delle patologie pregresse.

“Sintomi così importanti e lesioni cutanee caratteristiche sulla schiena, sui glutei e sulle gambe lasciano immaginare che si tratti proprio della puntura di una Caravella portoghese”. Così ha spiegato Benedetta Stancanelli, primario di Medicina al Policlinico San Marco di Catania. La puntura dell’animale marino avrebbe provocato alla donna forte cefalea, astenia, vomito, attacchi di panico, difficoltà respiratorie e una notevole aritmia cardiaca.

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