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Omicidio di Caruana Galizia: in manette a Malta ex sovrintendente polizia


Redazione

Smascherato il piano teso a nascondere le prove

galizia

Arrestato a Malta l’ex Sovrintendente per i crimini economici Ray Aquilina. L’uomo era indagato con l’accusa di “divulgazione di informazioni sensibili in merito alle indagini sull’assassinio della giornalista maltese” Daphne Caruana Galizia, avvenuto nell’ottobre 2017. Come riporta “Times of Malta”, pare che che le informazioni fornite da aquilina fossero rivolte direttamente alle persone coinvolte nell’omicidio della donna. 

Già il taxista ed allibratore clandestino Melvin Theuma, che fece da intermediario fra il tycoon Yorgen Fenech e gli esecutori materiali dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia, durante una delle sue recenti testimonianze in sede processuale, aveva fatto il nome di Ray Aquilina. E fu proprio Fenech, oggi in carcere come principale sospettato dell’omicidio, a confidare a Theuma, per tranquillizzarlo sulla sua posizione, che un uomo di nome “Ray” si stava occupando del suo caso.

LA “FINTA ACCUSA”

Theuma finì in manette nel 2019 con la “finta accusa” di riciclaggio di denaro, in realtà un escamotage per avere accesso alla sua abitazione e mettere al sicuro le registrazioni e i messaggi scambiati tra lui e Fenech. Successivamente, ascoltando proprio le conversazioni tra i due, ci si rese conto di come entrambi fossero già a conoscenza del metodo che la polizia aveva ideato per ottenere le registrazioni.

Inoltre ci sono anche ulteriori prove di come Aquilina fosse coinvolto in prima persona nella faccenda. Si tratta di registrazioni che coinvolgono Johann Cremona, ex “socio” di Fenech, che avrebbe garantito a Theuma che il suo interrogatorio sarebbe stato condotto proprio dall’ex Sovrintendente, allora in carica. Pare infatti che la “banda” avesse già studiato come come convincere Aquilina a fare decadere le accuse di riciclaggio di denaro a carico di Theuma. Proprio Cremona, inoltre, avrebbe più volte invitato Theuma a disfarsi delle registrazioni e delle apparecchiature elettroniche che potevano provare l’omicidio della giornalista Caruana Galizia.

Intanto proseguono le indagini sul caso, condotte dal Dipartimento Invistigativo sui Crimini Finanziari di Santa Venera.

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