Caso Orlandi, Pietro: “Non chiedo scusa su Wojtyla, lui sapeva la verità su Emanuela”

Orlandi: “Wojtyla permise il silenzio e l’omertà su questa vicenda, ed ha mantenuto il silenzio fino alla fine. Così è successo anche per Ratzinger”

Pietro Orlandi è stato ospite nello studio di Verissimo per parlare del caso della sorella Emanuela, scomparsa ormai da quarant’anni. Silvia Toffanin lo ha intervistato, chiedendogli cosa ne pensasse della riapertura del caso e che idea si era fatto della vicenda, in tutti questi anni di dolore e angoscia.

Orlandi, tornando sulla bufera innescata dalle sue dichiarazioni sulle uscite notturne di Papa Wojtyla, ha detto: “Non mi scuso per le frasi su Giovanni Paolo II perché non ho offeso mai nessuno, ho ritenuto opportuno fare ascoltare un audio. Poi, che io abbia detto quella frase, cioè che Wojtyla usciva di nascosto, è una frase che dicevano tutti quanti. Non era considerata una cosa grave però qualcuno ha voluto legare questa situazione alle parole di questo componente della banda della Magliana”.

Orlandi: “Wojtyla sapeva che cosa era successo a Emanuela”

“Io sono sempre stato convinto ─ ha continuato il fratello di Emanuelache Wojtyla sapesse che cosa era successo a Emanuela, ricordo quando venne a casa da noi e ci parlò di terrorismo internazionale, ci assicurò che avrebbe fatto il possibile. Ma poi permise al silenzio e all’omertà di calare su questa vicenda, ha mantenuto il silenzio fino alla fine. Così è successo anche per Ratzinger. Papa Francesco lo ha fatto per dieci anni, ma forse ora hanno capito che il silenzio non è servito. Io questi 40 anni passati non posso però dimenticarli e la parola perdono l’ho cancellata dal vocabolario”.

I dubbi di Pietro

Nell’intervista a Silvia Toffanin Pietro Orlandi è andato oltre, ed ha suggerito anche cosa possa essere successo il 14 giugno 1983, quando sua sorella scomparve. Si è riferisce allo scandalo suscitato dai Vaticanleaks, nato dopo la diffusione di informazioni riservate sulla Città del Vaticano nel 2012 e nel 2015. “Quando sono usciti quei documenti, si parlava di un lungo soggiorno di Emanuela Orlandi a Londra. Tutti li hanno bollati come falsi, ridicoli. Anche il Vaticano. Però non hanno mai risposto alla mia domanda su come mai stavano in una cassaforte della Prefettura degli Affari economici. Non ho abbandonato quella pista, credo che Emanuela sia stata portata là. E, più che la Banda della Magliana, c’entra Renatino De Pedis. Emanuela è stata presa per ricattare qualcuno e De Pedis è stato utilizzato come manovalanza”. Secondo Orlandi, il Vaticano “fa di tutto per evitare che la verità possa uscire, altrimenti non mi posso spiegare tutti i comportamenti degli ultimi 40 anni”.

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