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Green Pass, il Comitato dei Giuristi siciliani presenta un disegno di legge


Marianna La Barbera

"Uno strumento a tutela dei cittadini": così è stata definita la proposta, illustrata a Capo d'Orlando, in provincia di Messina

Impugnare i decreti che introducono il Green Pass consentendo, durante lo stato di emergenza, l’accesso diretto dei cittadini alla Consulta.
Questo l’obiettivo di un disegno di legge costituzionale che porta la firma del Comitato dei Giuristi Siciliani.
L’iniziativa è stata illustrata a Capo d’Orlando, in provincia di Messina.
Il Comitato ha evidenziato che la proposta costituisce uno strumento a tutela dei cittadini.

LA PRESENTAZIONE UFFICIALE

Presso gli spazi di Villa Piccolo di Calanovella, si è tenuta la conferenza stampa alla presenza, tra gli altri, dell’avvocato Ezechia Paolo Reale, coordinatore del Comitato.
Ad illustrare la proposta di legge, invece, sono stati i colleghi Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero, entrambi componenti del Comitato stesso.
Il disegno di legge costituzionale a cura del Comitato, attraverso una modifica all’articolo 2 della legge 1 del 1948, introduce l’istituto del ricorso diretto da parte dei cittadini italiani alla Corte Costituzionale durante lo stato di emergenza nazionale.
Prevedendo, nello specifico, che cinquecento cittadini possano impugnare davanti alla Corte Costituzionale i decreti legge che introducono il Green Pass.
Il tutto, per ottenere un giudizio costituzionale rapido, in grado di garantire l’effettività della tutela dei diritti e delle libertà sanciti nella Costituzione.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Ad oggi, i cittadini italiani che vogliono sollevare una questione di legittimità costituzionale di una norma vigente devono farlo innanzi ai Tribunali ordinari o amministrativi.
In entrambi i casi, si tratta di un filtro rilevante all’accesso alla giustizia costituzionale.
Nello specifico, i Tribunali ordinari, oberati dall’enorme quantità di procedimenti pendenti, spesso non riescono ad avviare in modo proficuo i giudizi dinnanzi alla Corte Costituzionale.
Ovvero, circa i due terzi dei ricorsi vengono dichiarati inammissibili.

LA SITUAZIONE IN EUROPA

In Europa, il ricorso diretto dei cittadini alla giustizia costituzionale è una realtà in molti Paesi.
Nello specifico, Austria, Germania, Spagna, Svizzera, Belgio, Albania, Armenia, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Georgia, Ungheria e Lettonia.
E ancora, Montenegro, Polonia, Serbia, Repubblica di Slovacchia, Slovenia, Repubblica di Macedonia e Ucraina.
“Non solo il ricorso diretto alla giustizia costituzionale è previsto in quasi tutti i Paesi europei – puntualizza l’avvocato Andrea Pruiti Ciarello, promotore dell’iniziativa – ma persino in Turchia e in Russia”.
Due nazioni notoriamente poco inclini alla tutela delle libertà fondamentali.
L’Italia, culla del diritto – aggiunge – rappresenta in questo settore uno scomodo fanalino di coda“.
“Durante lo stato di emergenza nazionale ancora in corso – conclude – l’accesso diretto alla Corte Costituzionale è l’unico strumento che consentirebbe una rapida pacificazione sociale su norme parecchio discusse, come i decreti legge introduttivi del Green Pass”

IL SOSTEGNO DELLA POLITICA

La conferenza stampa ha visto la partecipazione di alcuni esponenti del mondo politico, siciliano e nazionale.
Tra essi, il parlamentare all’ARS Antonio Catalfamo e la deputata nazionale Carmela Bucalo di Fratelli d’Italia, che presenterà alla Camera il disegno di legge.
Proprio quest’ultimo ha già registrato gli apprezzamenti della deputata regionale dell’UDC Elenora Lo Curto.
Sostegno anche da parte dei senatori di Forza Italia Urania Giulia Papatheu e Nazario Pagano, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato.
“L’auspicio – si legge in una nota – è che tutti i partiti e movimenti politici rappresentati in Parlamento vogliano condividerla e promuoverla”.
“Ci auguriamo che i parlamentari italiani – ha aggiunto l’avvocato Rocco Mauro Todero- sappiano cogliere l’opportunità offerta loro dal Comitato dei Giuristi Siciliani”.
“E che depositino nel minor tempo possibile – ha concluso – questo disegno di legge costituzionale, affinché lo si calendarizzi nei lavori parlamentari e divenga argomento di dibattito politico e sociale”.

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