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Comune di Palermo, in agitazione i lavoratori part-time: previsto sciopero per il 31 gennaio


Redazione PL

amministrazione comune

Acque agitate al Comune di Palermo, dove si è concluso con un nulla di fatto il tentativo di conciliazione, dinanzi al Prefetto, tra le parti sindacali e l’Amministrazione Comunale. Centro dell’incontro la vertenza per la stabilizzazione degli ASU e l’incremento orario dei lavoratori part-time.

Il tentativo di conciliazione era arrivato dopo la proclamazione dello sciopero dei lavoratori per il 31 gennaio 2022. Il piano di riequilibrio stabiliva la scadenza del 2030 per l’incremento orario per i lavoratori delle categorie A e B. Prima del tentativo di conciliazione in Prefettura, tuttavia, la Giunta Comunale ha approvato un nuovo piano di incremento orario frammentario, anticipando al 2024 gli aumenti orari dei dipendenti di categoria A.

Lavoratori part-time al Comune di Palermo

“Le legittime richieste della nostra Organizzazione Sindacale, articolate meticolosamente attraverso l’individuazione di risorse finanziare ed elementi normativi utili all’incremento orario per TUTTI, si è infranto al cospetto di un muro di indifferenza e “mala gestio” della cosa pubblica perpetrati dall’Amministrazione Comunale, che da circa dieci anni governa la città”. Così si legge nella nota firmata da Mario Basile, responsabile del Dipartimento Funzioni Locali della CISL FP Palermo – Trapani.

Il sindacato propone infatti l’incremento orario a 34 ore per tutti entro il mese di maggio 2022 con la sottoscrizione dei contratti giuridici a 36 ore con decorrenza 1° gennaio 2023 sempre per tutti i lavoratori part-time; in ragione anche delle necessarie procedure contabili previste per legge per il passaggio a tempo pieno che equivale a nuove assunzioni.

“Dagli incontri in Prefettura – scrive la CISL FP – sono emerse “diverse verità” tra gli stessi funzionari del Comune, in cui il
Segretario/Direttore Generale scarica le responsabilità al Ragioniere Generale e quest’ultimo lo smentisce con una nota sostenendo che l’utilizzo delle risorse del turn-over non utilizzato negli anni è frutto di scelte politiche e come nel gioco delle tre carte la politica scarica sui funzionari. Sui conti e sul corretto utilizzo dei 55 milioni finanziati dallo Stato e sulle economie che si sono determinate negli anni avvieremo le denunce alle Autorità competenti per fare chiarezza e intercettare eventuali responsabilità”.

“L’incremento orario deve essere riconosciuto a tutti”

“La CISL FP – si legge sulla nota- ha sempre sostenuto una posizione chiara rispetto a questa vertenza. La riduzione di personale negli anni ha portato questo Comune in una situazione deficitaria e di dissesto funzionale. I lavoratori a tempo parziale che rappresentano il 50% della forza lavoro al Comune si sono sobbarcati di carichi di lavoro eccessivi e, nella stragrande maggioranza dei casi, svolgendo anche mansioni superiori, senza alcun compenso economico. Pertanto, l’INCREMENTO ORARIO DEVE ESSERE RICONOSCIUTO A TUTTI, senza distinzioni di categoria e senza discriminazioni”.

“Siamo in una condizione di dissesto funzionale prima che finanziario, nella quale TUTTI i servizi sono in sofferenza e necessitano di un intervento urgente che dia risposte IMMEDIATE ai cittadini. Non si può più rimandare ed occorre intervenire con estrema urgenza al fine di evitare un definitivo tracollo economico e sociale che sarebbe devastante per l’intera città di Palermo e per i lavoratori part-time del Comune, costretti a vivere con poco più di ottocento euro al mese, ben vicini alla soglia di povertà”.

Il sindacato promette, pertanto, di intraprendere tutte le iniziative necessarie fino a che non si raggiungeranno gli obiettivi prefissi per i lavoratori.

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