Home Politica Condono edilizio, blitz all’Ars: salvate decine di migliaia di domande del 2003

Condono edilizio, blitz all’Ars: salvate decine di migliaia di domande del 2003


Pippo Maniscalco

Varata una norma che permette di valutare oltre 60mila vecchie istanze finora mai esaminate. Si tratta di costruzioni in aree con vincoli parziali

disabili

I siciliani che hanno costruito immobili, o parte di immobili, nelle cosiddetta zone a inedificabilità relativa possono tornare a sperare. L’Ars ha approvato una norma che permette di salvare decine di migliaia di domande del vecchio condono del 2003. Adesso sarà possibile esaminare migliaia di domande che, pur già presentate, non sono rimaste negli archivi. Sono quelle relative all’ultimo condono edilizio in Italia, varato dal Governo Berlusconi, e che finora sono state accantonate, mai aperte, oppure bocciate. Si riferiscono a immobili, o parte di immobili, costruiti nelle cosiddetta zone a inedificabilità relativa. La norma è dovuta ad un blitz all’Ars del centrodestra, aiutato in modo decisivo dagli ex grillini. In essa è compresa una novità. Le domande del 2003 già bocciate in questi 17 anni, possono essere riesaminate su richiesta dell’interessato. Si riaprono così le partite già chiuse.

TRIZZINO: «NORMA INCOSTITUZIONALE»

Sulla norma approvata all’Ars, il Giornale di Sicilia riporta dichiarazioni contrastanti. Il grillino Giampiero Trizzino parla di incostituzionalità: «Finora alla Regione ha prevalso la linea dura, su input proprio delle Sovrintendenze ─ ha detto ─. Una linea frutto del fatto che il condono di Berlusconi escludeva di sanare gli immobili in zone a vincolo relativo. Adesso invece l’Ars si assume la responsabilità di ampliare la legge nazionale, pur non avendone il potere, dando la possibilità di sanare queste case. È una norma palesemente incostituzionale»

I PARERI DI CORDARO E MICCICHÈ

L’assessore al Territorio Toto Cordaro, che ha voluto il testo approvato è ovviamente di parere opposto. Mentre presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, non ha negato che «la norma sul condono è a fortissimo rischio di impugnativa. Anzi ─ ha aggiunto ─, è probabile che venga impugnata. Ma è giusto approvarla per sollecitare così una pronuncia della Consulta che esprima una posizione definitiva su questa materia così astrusa».

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