Home Dall'Italia Coppia di turisti appicca fuoco per un selfie tra ceneri Pineta Dannunziana

Coppia di turisti appicca fuoco per un selfie tra ceneri Pineta Dannunziana


Redazione

"Una coppia di individui, che aveva impellenza di farsi un selfie, non trovando focolai accesi ha pensato di accenderne uno "piccolino" per poter rendere la propria foto più interessante"

selfie

Hanno acceso un fuoco nella Pineta Dannunziana, a Pescara, nell’area di riserva integrale devastata dagli incendi, per farsi un selfie. A raccontarlo il consigliere comunale di Pescara, Berardino Fiorilli che, in un sopralluogo nella Pineta del capoluogo adriatico, ancora avvolta dal fumo e distrutta per un quarto della sua superficie, è stato raggiunto da una persona che gli ha segnalato l’incredibile episodio.

“Ieri mattina, mentre eravamo in sopralluogo con Commissione comunale presso la Pineta di Pescara ancora avvolta dal fumo, ci vengono a segnalare un episodio incredibile… Una coppia di individui, che aveva impellenza di farsi un selfie sul luogo del disastro, non trovando focolai accesi (per fortuna) aveva ben pensato di accenderne uno “piccolino” per poter rendere la propria foto più interessante. Alle rimostranze del passante si sarebbe giustificata dicendo che era solo un piccolo focolaio e che lo avrebbero comunque spento dopo lo scatto migliore…Naturalmente abbiamo immediatamente allertato la polizia municipale, mentre siamo rimasti tutti attoniti e senza parole”.

“PROVO PROFONDA PENA PER LA LORO MISERIA UMANA”

“La riflessione è: ma siamo davvero così imbarbariti dall’esigenza di protagonismo mediatico da non vivere davvero quello che ci circonda? Siamo così immersi nell’irreale del mondo social che non esiste, da dimenticare di vivere concretamente il presente? Forse non dovrei nemmeno stupirmi troppo, considerando che episodi simili e forse anche più gravi accadono in occasioni di tragedie umane ove chi potrebbe salvare vite è invece preso dal (vano) tentativo di “immortalare la morte”. Ma voglio stupirmi ancora, scandalizzarmi ed indignarmi. E pensandoci bene, dalla rabbia istintiva che ho provato ieri per quei soggetti, oggi provo solo profonda pena per la loro miseria umana”.

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