Home Salute e Famiglia Coronavirus, tra impennata dei contagi ed il monito di Musumeci: paura in Sicilia?

Coronavirus, tra impennata dei contagi ed il monito di Musumeci: paura in Sicilia?


Andrea Mari

Le ultime ore sono state frenetiche sull'Isola: aumentano i contagi ed il Governatore minaccia nuovamente chiusure.

L’incubo Coronavirus, in Sicilia, sembrava almeno arginato. Perché nessuno ha pensato, per un misero istante, che la minaccia pandemica fosse estinta dopo il lockdown. Il virus, ce l’ha dimostrato con forza nelle ultime ore, continua a circolare sul nostro Paese in modo subdolo e beffardo e non fa nulla per celare la sua presenza. Sarà una battaglia ancora lunga che si potrà vincere soltanto con l’intervento del vaccino, vera e propria arma risolutrice di questo pasticcio mondiale. La nuova impennata dei contagi ha colpito, repentinamente, anche la Sicilia che, non più tardi di due mesi fa, veleggiava fieramente verso lo status di “territorio Covid free“. Adesso i contagiati sono in aumento e Nello Musumeci, governatore della Regione Siciliana, sta progressivamente perdendo la pazienza con diverse entià, siciliani inclusi. C’è da aver paura sull’Isola per il ritorno in pompa magna del Covid-19?

I NUOVI CONTAGI

In Sicilia è impennata di contagi da Coronavirus, come nel resto dell’Italia. Il nostro Paese, ieri, ha registrato la bellezza di 552 casi alzando l’asticella della curva epidemiologica. Anche la regione più a sud del nostro territorio nazionale non è sfuggita al giogo del virus: sull’Isola, infatti, si sono palesati 27 nuovi casi, di cui 14 sono immigrati. A Ragusa la situazione peggiore con 16 nuovi positivi, seguono Catania con 6 e Messina con 3. Poi un caso rispettivamente a Palermo e Caltanissetta. Sono 328 le persone in isolamento domiciliare, 27 in più rispetto due giorni fa. Preoccupa, e non poco, l’abbassamento dell’età media del contagio: ad inizio pandemia, infatti, il virus sembrava attaccare solo le persone anziane ma, attualmente, i nuovi contagiati sono per lo più giovani. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha redarguito i giovani definendoli “veicolo principale di contagio“. Sotto accusa la movida. Intanto, la Sicilia ha vinto il premio, poco ambito, di regione con il più alto Rt (indice di trasmissibilità) d’Italia. Situazione completamente capovolta.

LE PAROLE DI MUSUMECI

Non è stato tenero Nello Musumeci con i suoi corregionali. Il numero uno della Sicilia, infatti, non si è di certo nascosto dietro ad un dito indolarando la pillola. I contagi sono in aumento? Io chiudo tutto. Queste le parole, che sembrano più minacce, del Governatore:

Ho lanciato un appello 15 giorni fa ma, a conti fatti mi pare che non sia stato raccolto. Ragion per cui non escludo che ci possano essere misure ulteriormente restrittive. Nel frattempo sono stati chiusi alcuni esercizi commerciali, pensiamo nei prossimi giorni, con le forze dell’ordine, preposte a questo servizio, di chiuderne altri perché i gestori non impongono ai propri clienti il rispetto delle norme di prevenzione e di cautela. Al tempo stesso rinnovo l’appello a tutti per poterci godere questa estate in relax ma con qualche piccolo sacrificio.La mascherina, il distanziamento, mantenere un metro di distanza, penso che sia il minimo per evitare di fare concorrenza alle Regioni del Nord in termini di Coronavirus. Siamo stati così bravi per 3 mesi con la linea della fermezza e del rigore. Credevo di poter avere fiducia nella responsabilità dei siciliani non vorrei ricredermi”.

PERCHÈ QUESTA IMPENNATA?

Le ragioni sono svariate, ovviamente. Sotto accusa ci sono i giovani e la movida notturna che, nel suo vortice, raramente rispetta le regole del distanziamento sociale portando i ragazzi a pochissimi passi l’uno dall’altro. Anche il flusso migratorio subito dalla Sicilia rientra nei problemi che Nello Musumeci deve affrontare: le persone che sbarcano sull’Isola in cerca di un futuro migliore, infatti, sono tantissime e non è possibile somministrare a tutti il tampone per rilevare la presenza del Coronavirus. I centri accoglienza sono pieni e qualche immigrato è più volte fuggito dagli hotspot designati risultando una vera e propria minaccia per tutti. Il turismo incide in modo determinante sul rischio contagi: italiani e stranieri che arrivano in Sicilia, infatti, potrebbero portarsi dietro, oltre alle valige, anche il virus. In ultimo, ma non per grado d’importanza, c’è un cattivo costume che si sta generalizzando. L’utilizzo delle mascherine sembra quasi un optional e l’attenzione, quasi maniacale, di un tempo è ormai scemata. Ed i contagi, infatti, aumentano in Sicilia come in tutta Italia. C’è da aver paura? Ancora no. La situazione, seppur peggiorata, resta sotto controllo ma un’ulteriore impennata dei contagiati potrebbe portare il Governo di Giuseppe Conte a prendere decisioni impopolari…

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