Cosa Nostra, volevano riorganizzare la “cupola” dopo la morte di Riina: 43 condanne in appello

Il verdetto d’appello dell’inchiesta “Cupola 2.0”

palermo

Arriva il verdetto d’appello dell’inchiesta “Cupola 2.0”, una stangata per boss e gregari palermitani. I condannati erano accusati di aver tentato di riorganizzare la Cupola di Cosa Nostra dopo la morte di Totò Riina. I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Palermo li arrestarono nel dicembre del 2018.

I giudici hanno ribaltato il verdetto per Massimo Mulè, arrestato giovedì scorso nell’ambito dell’operazione Centro. Assolto in primo grado, ora è condannato a 11 anni e 4 mesi. La sentenza riguarda complessivamente 48 imputati.

All’anziano boss di Pagliarelli Settimo Mineo sono stati inflitti 21 anni, a fronte dei 16 avuti, con riconoscimento della continuazione. Condanne confermate per Leandro Greco, detto “Michele” e nipote proprio del cosiddetto “papa” di Cosa nostra, che dovrà scontare 12 anni, e Calogero Lo Piccolo, figlio di Salvatore, che aveva avuto 27 anni in continuazione con una precedente condanna.

Cosa Nostra, le condanne confermate

Filippo Annatelli, boss di corso Calatafimi (13 anni e 4 mesi)
Giuseppe Bonanno (5 anni e 8 mesi)
Francesco Caponetto (13 anni e 4 mesi)
Giovanna Comito (un anno e 8 mesi pena sospesa)
Giuseppe Costa (9 anni), Rubens D’Agostino (10 anni)
Vincenzo Ganci (8 anni e 8 mesi)
Michele Grasso (8 anni e 8 mesi)
Marco La Rosa (6 anni e 8 mesi)
Gaetano Leto (12 anni e 8 mesi)
Erasmo Lo Bello (12 anni)
Domenico Mammi (2 anni)
Sergio Macaluso (2 anni)
Matteo Maniscalco (6 anni e 8 mesi)
Luigi Marino (6 anni e 8 mesi)
Giovanni Salvatore Migliore (8 anni e 8 mesi)
Salvatore Mirino (9 anni e 4 mesi)
Domenico Nocilla (9 anni e 8 mesi)
Salvatore Pispicia (12 anni)
Gaspare Rizzuto (12 anni e 4 mesi)
Michele Rubino (10 anni e 8 mesi)
Giovanni Salerno (10 anni e mezzo)
Salvatore Sciarabba (14 anni)
Giuseppe Serio (13 anni e 4 mesi)
Giovanni Sirchia (8 anni).

Gli sconti di pena

Stefano Albanese (da 9 anni e 2 mesi a 9 anni)
Carmelo Cacocciola (da 7 anni a 6 anni e 8 mesi)
Filippo Cusimano (da 9 anni e 4 mesi a 9 anni)
Filippo Di Pisa (da 8 anni e 8 mesi a 8 anni)
Salvatore Ferrante (da 2 anni e 8 mesi a un anno)
Giusto Francesco Mangiapane (da 8 anni a 6 anni)
Fabio Messicati Vitale (da 12 anni a 10 anni)
Salvatore Sorrentino (da 12 anni e 8 mesi a 10 anni)
Gregorio Di Giovanni, boss di Porta Nuova (da 15 anni e 4 mesi a 14 anni)
Maurizio Crinò (da 10 anni a 9 anni e 4 mesi).

Ad alcuni imputati è stata rideterminata la pena. Ad esempio, Salvatore Troia, che era stato condannato a 9 anni, dovrà scontare 11 anni e 4 mesi. Andrea Ferrante passa invece da 8 a 12 anni. Per i collaboratori di giustizia Filippo Bisconti e Francesco Colletti i giudici hanno disposto la scarcerazione.

Assolti, infine, Giovanni Cangemi, Michele Madonia, Antonio Giovanni Maranto, Giusto Sucato, Nicolò Orlando.

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