Home Salute e benessere La quarantena dei migranti sulla «Moby Zazà» costa più di un milione di euro al mese

La quarantena dei migranti sulla «Moby Zazà» costa più di un milione di euro al mese


Pippo Maniscalco

Tenere i migranti sulla "Moby Zazà" costa circa un milione e duecento euro al mese. Musumecoi ha chiesto altre navi, ma ci verrebbero tanto milioni,e tenerli in strutture a terra costa quaranta volte meno

La quantità di sbarchi di migranti in Sicilia sta cominciando a crescere in maniera incontrollata. Solo ieri in poche ore sono arrivati otto barche, con a bordo 116 persone. E il giorno prima altre cinque, con altri 50 “passeggeri”. Questo andazzo crea non poco allarme, anche in relazione alla situazione sanitaria dovuta all’emergenza coronavirus. Già ieri il governatore Nello Musumeci ha lanciato un appello al Governo, chiedendo altre navi da destinare ai migranti che devono osservare la  quarantena obbligatoria. Occorre evitare, ha detto Musumeci, di farli accalcare nei “malsani e insicuri hotspot dell’isola”.

IL COSTO DELLE NAVI PER LE QUARANTENE

Certo l’appello lanciato dal presidente della Regione è legittimo, considerata la situazione. Ma c’è da tenere conto anche del costo dell’affitto di una nave che viene destinata alla quarantena dei migranti. Una nave come la “Moby Zazà”, come riporta il Giornale di Sicilia, ha un costo mensile  di 1.199.250 euro in totale, tenendo conto dell’affitto e  della gestione di 285 persone, compreso l’equipaggio. Ed è tanto, considerando che invece il costo giornaliero per ogni migrante sistemato in strutture a terra si aggira sui 30-40 euro.  Basta fare un semplice calcolo e salta subito all’occhio che  tenere i migranti su una nave costa circa quaranta volte di più che sistemati in strutture ubicate sulla terraferma.

NON È UN COSTO DIVISIBILE CON LA UNIONE EUROPA

Questo costo è tutto a carico dell’Italia, perché, come ha specificato il ministro Lamorgese, fino a quando c’è l’emergenzs Covid-19, è sospesa la redistribuzione dei migranti in altri stati membri dell’Unione Europea. Per cui è una situazione delicatissima, da gestire con la massima attenzione, perché gli sbarchi in territorio siciliano hanno un incremento preoccupante. Gli arrivi di barchini stanno aumentando, a cominciare da Lampedusa, avamposto italiano, che si trova già assediata. Ma gli sbarchi, oltre che nell’isoletta siciliana, si susseguono anche a Pozzallo, Porto Empedocle, Siculiana e Mazara, per dirne alcuni. Perché è tutta la costa meridionale della Sicilia che sta diventando un “terminal” per i migranti.

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