Home Cronaca “Ho contratto il Covid: curato in ospedale da giovani angeli in camice”

“Ho contratto il Covid: curato in ospedale da giovani angeli in camice”


Alfredo Minutoli

Salvo Criveto, nome legato allo storico locale "Bier Garten" di Palermo, racconta la sua esperienza e avvisa i giovani: "Nessuna fretta e massima attenzione, la forma aggressiva del virus è pesantissima".

In molti, tra gli over 40 palermitani, ricorderanno il nome di Salvo Criveto. Fu lui, nel 1994 (“vi rimasi fino al 2001 per poi intraprendere altre strade”) ad aprire il Bier Garten, lo storico locale di viale Regione siciliana che animò le serate di migliaia di giovani. “Facevamo concerti, invitavamo artisti che attiravano qualcosa come cinque, seimila persone. Non esisteva ancora la figura del PR ( la figura professionale oggi fondamentale per le aziende oltre che per i locali e le discoteche ndr). Tutto era frutto della nostra iniziativa, delle nostre ricerche e dei viaggi in fiera, a Rimini, per trovare la novità da portare giù.” Vent’anni sono trascorsi da allora, e il mondo, complice la pandemia, è completamente mutato. La parola movida, dall’irruzione del Covid è stata bandita e solo adesso, a distanza di più di un anno, grazie ad una imponente campagna vaccinale i giovani sperano di potere tornare a viverla.

QUANDO IL COVID COLPISCE DURO

Ma attenzione – ripete per ben tre volte l’oggi 60enne Salvo Criveto -, guai ad abbassare la guardia. Non bisogna avere fretta, perchè quando colpisce duro, il Covid fa tanto, tanto male”. Sì, perchè ad aprile, il virus ha aggredito i suoi polmoni, “da dieci anni fortunatamente liberi dal vizo del fumo – precisa -, perchè chissà se adesso sarei quì a raccontare la mia Odissea”. L’avere titubato nel chiamare i sanitari, l’ex animatore delle notti palermitane la definisce una sciocca leggerezza che poteva costargli cara. “Avendo visto sul web e in tv tutte quelle immagini inquietanti, di gente intubata negli ospedali, di sofferenza estrema, quando mi è venuta la febbre ho preferito attendere. Devo la vita ai miei figli, che hanno rotto gli indugi chiamando il 118.” Ma non è soltanto ai suoi ragazzi che Salvo tiene a ringraziare.

Ospedale Civico

PERSONALE SANITARIO DEL CIVICO DA ENCOMIO

“Si fa tanto parlare della mala Sanità che contraddistingue il nostro Paese e in particolare di realtà del sud come Palermo. Ebbene, sono felice di informarvi che la cura, la dedizione, l’amorevolezza di giovanissimi dottori e infermieri del Civico è stata encomiabile. Mi dispiace dovere ammettere che per me è stata una sorpresa. Spesso si tende a prestare troppa importanza ai luoghi comuni, nel mio caso accresciuti dall’avere toccato con mano, in passato, l’efficienza delle strutture sanitarie di Modena. Oggi, nonostante sia ancora lunga la strada per rimettermi definitivamente dalla malattia, posso dire che non avrei potuto sperare di meglio riguardo la cura presso un ospedale. Al Civicoconclude Salvo con la voce rotta dall’emozione – , sono stato vegliato h24 da giovani angeli in camice.”

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