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Covid: Sicilia ancora a rischio zona gialla, anche con il nuovo indicatore


Pippo Maniscalco

Alla luce delle novità introdotte con l'adozione del nuovo indicatore, quattro regioni rischiano ancora il passaggio in zona gialla

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L’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell‘Università Cattolica, Altems, per calcolare le soglie di rischio alla luce delle novità introdotte, ha sviluppato un nuovo indicatore. In esso sono fissate soglie differenziate per le regione, ‘equivalenti’ al valore standard di 50 casi ogni 100 mila abitanti. I parametri tengono conto degli accessi ospedalieri, ma anche dell’evoluzione dell’incidenza del virus e dell’andamento della campagna vaccinale.

Al momento è immunizzato il 55% della popolazione italiana over 12, ed una persona su due ha la doppia dose. Il prossimo obiettivo è di arrivare al 60% entro la fine di luglio, quindi all’80% entro settembre. Occorre considerare che il vaccino non azzera del tutto il rischio di contagio, ma senz’altro lo riduce. Quindi resta l’unica arma per sconfiggere il coronavirus, visto che consente di non stressare gli ospedali e di intasarne i reparti. È per questo motivo che il governo ha deciso di cambiare i parametri che definiscono i colori delle zone.

VALORE NAZIONALE 0,35

Considerando questo, attualmente viene fuori una media nazionale dell’indicatore pari a 0,35, che tiene conto dei valori differenti fra le zone italiane. La regione con il rischio di soglia più elevato per spostarsi in zona gialla è la Sardegna, con indicatore a 0,70. Ha una incidenza media settimanale di 67 nuovi casi ogni 100 mila abitanti e il 47% di vaccinati rispetto alla popolazione residente. È seguita dalla Sicilia, che attualmente è anch’essa a rischio con 0,62: questo valore corrisponde ad una incidenza media settimanale pari a 54 nuovi casi ogni 100 mila abitanti e il 45% di vaccinati rispetto alla popolazione residente.

Mentre, al contrario, la regione che rischia di meno è la Valle d’Aosta con un bassissimo 0,12, dovuto ad una incidenza media settimanale pari a 10 nuovi casi ogni 100 mila abitanti e il 45% di vaccinati rispetto alla popolazione residente. Se fossero rimasti i vecchi parametri, invece che i nuovi indicatori, a fine luglio sarebbero finite in zona gialla quattro regioni. In virtù del numero dei casi di contagio, oltre 50 per 100 mila abitanti) nel periodo tra il 16 e il 22 luglio avrebbero cambiato colore la Sardegna con 82,8 contagi su 100 mila abitanti, Sicilia 64,9, Veneto 68,9 e Lazio 68,8.

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