Home Cronaca di Palermo Mamma intubata da un mese partorisce nel suo letto di terapia intensiva

Mamma intubata da un mese partorisce nel suo letto di terapia intensiva


Pippo Maniscalco

In ospedale in terapia intensiva dopo che l'infezione covid aveva colpito tutta la famiglia: marito, due figli piccoli, la nonna e lo zio

Quella che racconta l’edizione di Ferrara del quotidiano Il Resto del Carlino è una storia di speranza: all’ospedale di Cona, una frazione della città emiliana, è venuto alla luce un bimbo da una mamma ricoverata nel reparto di terapia intensiva. È intubata da circa un mese dopo aver contratto una forma molto seria di Covid. Un focolaio che ha coinvolto tutta la famiglia, a cominciare dal marito, adesso uscito dall’ospedale, e gli altri due figli della coppia, risultati positivi ma rimasti sempre asintomatici. I due bimbi, ancora molto piccoli, non potevano essere accuditi da nessun altro membro della famiglia, visto che l’infezione aveva colpito anche la nonna e lo zio. E sono stati prima ricoverati nel reparto di pediatria e poi sono stati trasferiti in un covid hotel insieme al padre.

ADESSO PER LA MADRE TERAPIE PIÙ FORTI

Al momento, la mamma è ancora ricoverata in condizioni serie in terapia intensiva, ma adesso i medici possono somministrale quelle terapie più forti, che finora non potevano adottare vista la gravidanza. “Hanno atteso che il bambino potesse nascere in sicurezza, pur se prematuro – racconta il marito-. Ora potranno curarla meglio”.

UNA STORIA COMMOVENTE

Il bimbo, che si chiama Rayt, “pioggia benedetta“, ha visto la luce venerdì. È il terzo figlio di Anani, una 35enne marocchina che ormai da un mese, in gravi condizioni, lotta contro il virus. Protagonista, assieme ai propri familiari, di una storia che sta commuovendo Cento, il paese dove abita la famiglia. Ma anche i sanitari dell’ospedale e gli assistenti sociali. “Tanti ci stanno aiutando, ma le difficoltà sono grandi”, dice Radouani Ben Zouini, facchino all’interporto di Bologna, e padre anche degli altri due bimbi, di 6 e 2 anni che, con entrambi i genitori in ospedale, sono stati anch’essi protagonisti di un’odissea.

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