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Elezioni a Palermo, storie di divorzi eccellenti e matrimoni improbabili


Angelo Scuderi

La separazione tra Toto Cordaro e Saverio Romano e il menagè a trois Ferrandelli-Forello-Argiroffi. È proprio vero, la politica è l’arte del possibile…

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Storie di matrimoni e divorzi, imprevedibili gli uni quanto gli altri. E come nella norma sono le separazioni a fare più rumore, il chiacchiericcio sale, ciascuno ha il suo frammento di verità da raccontare. S’ode a destra (nel centrodestra, per essere più precisi) il rumore dei piatti lanciati ad altezza d’uomo che si frantumano sulle bacheche dei social; e a sinistra (centrosinistra, ma di una sinistra pochissimo ortodossa) rispondono con languidi sguardi e promesse d’amore talmente misurate da sembrare un po’ farlocche.

Elezioni a Palermo, tra divorzi eccellenti…

È fresca fresca la notizia della fine del rapporto politico (e non solo) tra Toto Cordaro e Saverio Romano, già entrambi figliocci di Calogero Mannino e successivamente di Totò Cuffaro. Un post su Facebook di Romano rende noto ad amici e parenti che questa bella unione fatta di 38 anni di vita comune con lo scudocrociato cucito sul petto non c’è più. Svanita, così, con un soffio. Oddio, proprio un soffio no.

Non da mesi ma addirittura da anni – più o meno dalla metà della corrente legislatura regionale – il pettegolezzo girava, come nei casi di tradimenti di cui tutti sanno ma nessuno deve parlare. Il classico curtigghiu, per dirla alla palermitana.

Dice Romano che non conosce la causa della rottura e questa è una perdonabile bugia perché al momento dell’addio è d’uopo dare forza ai pensieri e alle parole che scaricano sull’altro colpe e responsabilità. Che poi, in amore come in politica, che colpa sarebbe non amare più? E vogliamo parlare del dignitoso (o imbarazzato) silenzio di Cordaro? Non è quello di chi sa d’aver tradito quanto piuttosto di chi non vuole dare seguito a una storia già consensualmente chiusa da tempo. C’è un comprensibile gelo e il non volere far male a un vecchio amico spiegando in pubblico i motivi del distacco nel silenzio di Cordaro. E c’è un risentimento volutamente plateale nelle parole di Romano. Un copione recitato in questi giorni caldi, tra un convinto sì a Lagalla (di Cordaro) e un no senza possibilità di ripensamenti all’ex rettore e a Musumeci (di Romano). Un gioco delle parti che ha fatto parlare e ancora farà discutere non solo nel microcosmo della politica. 

…e matrimoni improbabili

Roba che in confronto il matrimonio a sorpresa tra Fabrizio Ferrandelli e Ugo Forello appare come la tv in bianco e nero: cose da minoranza elitaria. Eppure 5 anni fa gli insulti tra i due giovani antagonisti di Orlando si sprecavano. In realtà più di un matrimonio qui si parla di un menagè a trois visto che c’è la presenza determinante di Giulia Argiroffi. Senza di lei, probabilmente, Forello avrebbe potuto trovare una casa più sicura, ma lady Giulia per buona parte dell’attuale consiliatura ha guerreggiato sino ai limiti della questione personale con più d’uno dei governanti in carica. E quindi, travestendo l’esigenza personale da ragion di stato va benissimo anche Ferrandelli, nemico odiatissimo della prima ora, indispensabile amante di questa nuova stagione. Del resto, lo diceva già Bismark qualche secolo fa, la politica non è l’arte del possibile? 

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