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Elezioni, dopo il trionfo di Meloni via alle ipotesi sulla squadra al Governo


Redazione PL

Dopo il trionfo di Fratelli d'Italia, parte il toto-ministri: ecco i nomi più quotati

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Dopo il trionfo di Fratelli d’Italia alle elezioni politiche, ecco che iniziano le ipotesi sulla nuova squadra al governo. Giorgia Meloni al momento tace; alla conferenza stampa all’hotel Parco dei principi si sono presentati i capigruppo Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida.

La Costituzione italiana “è bella ma ha 70 anni di età”, ha dichiarato, parlando di riforme, Francesco Lollobrigida. “La Costituzione italiana è una costituzione importante ma uno deve ricordare che nasce in un momento di grandi criticità”, aggiunge. “C’è necessità di rimuovere quegli ostacoli che danneggiano i cittadini, ma farlo insieme. Le regole, più sono ampi tavoli in cui si discutono, meglio è. È evidente che qualora ci fosse un blocco pregiudiziale rispetto a questa modalità dicendo oggi, il PD ha modificato in maniera clamorosa la Costituzione quando era segretario Renzi, e oggi dice è intoccabile. C’è una via di mezzo, si può ragionare serenamente, provare a migliorarla, tenendo conto che è una Costituzione bella ma che ha anche 70 anni di età”.

LA SQUADRA AL GOVERNO: LE IPOTESI

Fioriscono in queste ore le ipotesi sulla possibile squadra al Governo. Il Sole 24 Ore, ad esempio, pensa al ruolo di ministro all’Economia per Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea da gennaio 2020. Per il ministero degli Esteri un nome quotato potrebbe essere quello dell’ex ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata. Alla carica è ben visto anche Antonio Tajani, data la sua esperienza in Europa; del resto, per il coordinatore nazionale di Forza Italia si ipotizzano anche il ministero della Difesa o la presidenza della Camera.

Per il ministero della Giustizia si fa avanti l’ipotesi dell’ex magistrato Carlo Nordio; l’ex presidente del Senato Marcello Pera invece per le Riforme costituzionali. Fabio Rampelli alle Infrastrutture o Beni culturali o Ambiente.

Non si esclude che Ignazio La Russa possa nuovamente tornare alla Difesa dopo l’esperienza del 2008 sotto il governo Berlusconi. Si ipotizza per lui anche il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con deleghe da definire in un secondo momento. Per Giorgio Mulè, sottosegretario uscente alla Difesa, le ipotesi vanno dalla Difesa al ministero del Sud.

ELEZIONI, IL NODO SALVINI

Si fa avanti anche il nome di Roberto Calderoli per la presidenza del Senato. E poi il nodo Salvini. Il leader della Lega non ha nascosto la delusione per il risultato ottenuto nella tornata elettorale. “Il dato della Lega non mi soddisfa, non è quello per cui ho lavorato – ha detto in conferenza stampa -. Ma con il 9% siamo in un governo di centrodestra in cui saremo protagonisti”.

Si vocifera che l’ipotesi Viminale per il leader della Lega non sarebbe particolarmente gradita a Giorgia Meloni. Probabilmente non ci sarà, dunque, un ritorno al ministero dell’Interno.  

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