Energia, Berlusconi: “La prima cosa da fare sarà occuparci di nuovo delle bollette”

Le dichiarazioni al TG5

Silvio Berlusconi

Il rincaro dell’energia potrebbe essere il colpo di grazia per una situazione già difficile. Rischia di innescarsi una spirale di recessione, disoccupazione, inflazione dagli effetti imprevedibili. Va fermata subito e mi auguro che il provvedimento adottato dal governo si dimostri sufficiente. Comunque, è un primo passo su una strada che noi invochiamo da tempo”. Così Silvio Berlusconi ha dichiarato ieri sera al TG5. “Non ho mai escluso la possibilità di un nuovo scostamento di bilancio perché la situazione è gravissima. Ma naturalmente è meglio evitarlo. Se saranno indispensabili nuovi interventi, non avremo timidezze“. 

Il leader di Forza Italia non ha dubbi: “La prima cosa da fare sarà occuparci di nuovo delle bollette”. Due battute anche sul tetto al prezzo del gas: “È una mossa che ha più un valore simbolico che pratico – ha sottolineato Berlusconi -. Poiché la crisi ha ragioni politiche e non economiche, non è affatto detto, anzi è difficile, che la Russia ceda e accetti quel prezzo. Ma in ogni caso l’Europa deve avere una politica comune sull’energia, come sulla politica estera e di difesa, se vuole giocare la sua parte in uno scenario mondiale estremamente difficile e preoccupante”.

ENERGIA E MISURE UE: “MAGGIORE IL DISAGIO CHE L’UTILITÀ”

Critiche alle misure dell’Ue per contrastare il caro bollette. “I grandi consumi di energia sono quelli industriali, che non sono comprimibili se non a prezzo di effetti disastrosi sul sistema produttivo -commenta -. Una riduzione del 5% nei consumi domestici significa poco. Mi pare maggiore il disagio agli utenti, rispetto all’utilità effettiva. Però naturalmente anche in questo tema sarebbe sbagliato se l’Europa si dividesse. Nell’immediato possiamo soltanto garantire che l’aumento dei prezzi del gas non ricada sugli utilizzatori. Dobbiamo essere onesti con gli italiani: la sinistra ci ha lasciato in una condizione gravissima, esposti a rischi di crisi come quella che è stata scatenata dalla guerra in Ucraina”.

ALLEANZE IN EUROPA

Dando un’occhiata allo scacchiere europeo, infine, Berlusconi afferma: “È innegabile che Orban sia un leader democraticamente eletto e come tale vada rispettato. Però è chiarissimo che il nostro punto di riferimento in Europa è il Partito popolare europeo, non può certo essere Orban. Le sue politiche sono lontane dalle nostre, e così la sua visione dell’Europa. E le alleanze in Europa vanno fatte con i grandi Paesi amici, se vogliamo tutelare il nostro interesse nazionale”.

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