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Fallimento Amia, il Comune di Palermo dovrà pagare 51 milioni


Redazione PL

Il curatore di Amia dovrà ricevere in totale 56 milioni e 800 mila euro, di cui 51 dovranno essere pagati dal Comune di Palermo

processo Brancaccio

Il Tribunale di Palermo ha condannato il Comune del capoluogo a pagare 51 milioni di euro per il fallimento di Amia, l’azienda municipalizzata che si occupava della raccolta rifiuti in città. In totale il curatore della società dovrà ricevere 56 milioni e 800 mila euro, la restante somma verrà versata dall’ex amministrazione; da Vincenzo Galioto, Angelo Canzoneri, Paola Barbasso Gattuso, Orazio Colimberti, Giuseppe Costanza e Antonio Giuffrè fino alla concorrenza dell’importo di 6 milioni, Cristina Palermo fino a 347 mila euro, Maria Camillo Segreto, Elide e Vito Triolo fino alla concorrenza di 2 milioni.

Per il fallimento Amia sono stati condannati per bancarotta l’ex presidente Enzo Galioto, ex senatore di Forza Italia e l’ex direttore generale Orazio Colimberti; per entrambi quattro anni di reclusione. Invece, Paola Barbasso Gattuso e Angelo Canzoneri, ex componenti del Cda della società condannati a tre anni.

 “L’ennesima tegola che cade sulla testa dell’amministrazione comunale: il bilancio era già in squilibrio strutturale. Questo pronunciamento non fa che aggravare una situazione già critica, mettendo letteralmente in ginocchio i conti dell’ente che non ha le somme per farvi fronte“. Il commento di Italia Viva.

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