Home Lifestyle Da rottami di ferro a opere d’arte: le incredibili creazioni di un palermitano

Da rottami di ferro a opere d’arte: le incredibili creazioni di un palermitano


Gina Lo Piparo

Salvo Vella ha iniziato ad apprendere le prime tecniche di lavorazione dei metalli nella bottega del padre. Una passione che col tempo e cresciuta fino a portarlo a realizzare incredibili pezzi unici

Abilità, tecnica, originalità. Sono questi gli elementi che si mescolano nei lavori di Salvo Vella, artista originario di Villafrati, che dai primi passi mossi nella bottega del padre si è spinto fino alla realizzazione di incredibili opere in ferro e acciaio che mostrano creatività e grande attenzione per i dettagli.

Bulloni, molle, pistoni e candele nelle sue mani si trasformano in polpi, scorpioni, granchi, alieni, e chi più ne ha più ne metta. La galleria dei suoi lavori raccoglie esemplari di tutti i tipi e le dimensioni, dagli insetti più minuti a figure umane, passando per quelle mitologiche. C’è spazio persino per i Bronzi di Riace e addirittura per un’araba fenice alta 2 metri.

“L’ho chiamata “Phoenix after tomorrow” – spiega Salvo Vella a Palermo Live -. È un simbolo di rinascita, per questo tra le fauci ha il Covid”. La resilienza che l’uccello mitologico incarna fin dall’antichità assume un triplice significato nell’opera in ferro: “Ho pensato al riciclo dei materiali, quindi a qualcosa che aiuta il pianeta, alla rinascita del metallo e, infine, a quella dal Covid”. Il tutto prende così forma all’interno di un’opera che impressiona, oltre che per le sue dimensioni, anche per la cura profusa nel realizzarne ogni parte, persino la più nascosta.

ferro

Sculture steampunk, quando il ferro prende vita

Un’arte che è frutto di una crescita costante. Da Palermo Salvo Vella si è spostato nel Regno Unito, dove ha appreso ulteriori tecniche per la lavorazione dei metalli. Poi il ritorno alle origini, nel capoluogo siciliano, dov’è nato Saweldart, laboratorio autoprodotto che realizza sculture steampunk. Qui è in progetto ora un’esposizione a cielo aperto magari davanti al Teatro Massimo.

“Sarebbe un’esposizione/ provocazione – spiega Vella -. Ogni artista è artefice del proprio destino e io vorrei crearmi una mostra a cielo aperto, accessibile a tutti, a Piazza Massimo. Mi sto già informando. Voglio dimostrare che non devo essere per forza collegato a una galleria o andare in cerca di raccomandazioni”.

I lavori di Saweldart sono prodotti mediante un metodo artigianale che vede nel fuoco lo strumento principale del processo di modellazione. C’è tuttavia anche un mix di antiche tecniche di forgiatura e moderne tecniche di saldatura, martellamento, torcia al plasma, cannello da taglio e molto altro ancora. La tecnica si mescola poi allo stile dell’artista, che come un filo unisce tutte le molteplici creazioni frutto del suo ingegno. Creazioni che sono ovviamente pezzi unici, fatti a mano, che sfruttano la grande versatilità del ferro.

Pezzi destinati allo smaltimento, catalogati come rifiuti, prendono così nuova vita. Diventano arte. Salvatore Vella li ha già esposti alle XII edizione della Biennale di Firenze, a Paratissima 2019 e ha conseguito il premio Vibel a Paratissima15. Il sogno nel cassetto? “Esporre un giorno al MoMA di New York”.

 

(Foto da www.saweldart.com e da profilo Facebook)

 

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