Figliuolo: più medici e farmacisti, meno hub. Ci sono anche gli infermieri

L’invito di Figliuolo alle Regioni nelle nuove linee guida: da hub nazionali a “dosi delocalizzate” per raggiungere fragili e over 80 rimasti fuori dalla campagna

Il commissario all’emergenza Covid Paolo Figliuolo ha trasmesso alle Regioni le nuove linee guida destinate alla fase post-emergenza. L’obiettivo di questa nuova strategia è quello di «vaccinare rapidamente il maggior numero di persone», tenendo sempre «prioritario il completamento della copertura della popolazione fragile». Nel documento Figliuolo invita le Regioni ad «aumentare in maniera graduale» il contributo assicurato da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti ed altri operatori del Servizio sanitario nazionale alle «vaccinazioni giornaliere. Mantenendo, in una fase intermedia e di transizione dello sviluppo del piano, completamente operativi gli hub vaccinali.

SECONDA FASE SENZA MISURE EMERGENZIALI

«In una fase successiva ─ si legge nel documento trasmesso da Figliuolo ─, in previsione di eventuali ulteriori richiami, si dovrà valutare la possibilità di ricondurre l’attività vaccinale quanto più possibile nell’alveo di tutte le strutture ordinarie del Ssn. Arrivando a coinvolgere la totalità dei medici, pediatri, farmacisti ed altri operatori del Ssn. Questo al fine di realizzare un sistema di vaccinazione sostenibile e stabile nel tempo, senza dover ricorrere a misure emergenziali. Nella fase due della campagna vaccinale ─ viene spiegato ─, dunque si punta ad un «graduale passaggio dalle vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata presso gli hub vaccinali, verso un sistema di “vaccinazioni delocalizzate”, molto più capillare e prossimo ai cittadini»

ACCORDO CON GLI INFERMIERI PER VACCINAZIONI A CASA

Nell’ottica della vaccinazione capillare prevista da Figliuolo nella seconda fase, può essere inquadrato anche l’accordo raggiunto fra il ministero della Salute e la Fnopi, Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche. L’accordo prevede per gli infermieri che effettueranno le vaccinazioni oltre l’orario di lavoro, un retribuzione ad hoc, e in modo adeguato. Inoltre potranno effettuare il servizio da soli, e non più accompagnati da un medico. Basandosi sull’anamnesi fatta dal medico e su un triage prevaccinale che faranno essi stessi sul soggetto, per verificare la presenza di controindicazioni.

Il servizio sarà organizzato dai Distretti delle Asl territoriali. che provvederanno a fornire l’occorrente a quanti dei 270.000 infermieri e infermieri pediatrici del Ssn daranno la propria disponibilità. Quindi le dosi vaccinali, farmaci, dispositivi e presidi sanitari necessari per le attività di vaccinazione. Ed anche per l’intervento su possibili eventi avversi collegati alla vaccinazione. Oltre un terzo degli infermieri del Ssn è disponibile a partecipare alla campagna. Quindi sono pronti a scendere in campo come anti-Covid per i pazienti più fragili. oltre 90mila infermieri.