Home Cronaca Fortè ai titoli di coda, un lavoratore: «Punti vendita gestiti da soli due impiegati»

Fortè ai titoli di coda, un lavoratore: «Punti vendita gestiti da soli due impiegati»


Alfredo Minutoli

Un lavoratore, residente a Partinico, che lavora nel supermercato Fortè di San Cipirello: "Non percepiamo stipendi da aprile: non posso neanche pagarmi la benzina per raggiungere in auto il posto di lavoro"

Il disperato grido d’aiuto, come ormai accade sempre più spesso, ci giunge tramite i social. M.B (queste le sue iniziali), trentenne partinicese impiegato nel supermercato Fortè di San Cipirello, parla a nome degli oltre duecento colleghi che oggi si trovano nella sua stessa identica situazione.Siamo in sciopero da sabato scorso per rivendicare un diritto sacrosanto, ovvero quello di essere gratificati da un regolare stipendio dopo avere svolto, come sempre in maniera diligente il nostro lavoro. Il fatto di non percepire la paga da ben sette mesi, ha indotto tutti il lavoratori dei vari Fortè presenti in Sicilia a indire una serie di scioperi.” 

Nella fattispecie, è stata l’Unione Sindacale Italiana, che rappresenta i lavoratori che dallo scorso 18 maggio erano in stato di agitazione, a proclamare uno sciopero che riguarda tutti i punti vendita in Sicilia. Dopo l’astensione di sabato scorso nella giornata di lunedì 20 ottobre i lavoratori si sono incontrati davanti al punto vendita di Trapani in viale Regione Siciliana.

NEANCHE I SOLDI PER LA BENZINA

Siamo letteralmente disperati – dichiara l’impiegato intervistato da Palermo Live -, e fa male che i commissari ai quali sono stati affidati i supermercati non ci abbiano fino ad ora pagato neanche la cassa integrazione. Adesso, la speranza di noi tutti è rivolta alla sentenza del Tribunale di Catania fissata per il 27 ottobre per quanto riguarda il fallimento di Fortè.” Per la precisione, come tiene a spiegare M.B “il problema nostro nasce dal 9 gennaio, ovvero dall’entrata in vigore presso i centri Fortè del commissariamento. Da allora abbiamo percepito soltanto i mesi di gennaio, febbraio e marzo, dopodichè, da aprile ad oggi niente stipendi. Nonostante le rassicurazioni ricevute, abbiamo assistito a nulla più che ad un continuo rimandare di date, insomma, promesse cadute puntualmente nel vuoto. Chiaro che la misura è ormai colma. Gente con spese da affrontare e padri di famiglia in primis non possono continuare con questo andazzo. Per rendere meglio l’idea, non abbiamo neanche i soldi per la benzina per raggiungere il posto di lavoro, come nel caso del sottoscritto che da Partinico deve quotidianamente raggiungere San Cipirello.”

A Palermo sono diversi i punti vendita Fortè in procinti di fallire. Todis pronta a rilevarli?

IN DUE A GESTIRE UN SUPERMERCATO

E’ stato per questo motivo che nell’arco di poco tempo, la forza lavoro dei Fortè ha cominciato a perdere inevitabilmente pezzi. “Quando tutto girava per il verso giusto eravamo in 600, mentre adesso siamo all’incirca 250 in tutta la Sicilia. Molti hanno mollato – afferma M.B a Palermo Live – e a dire il vero non c’è neanche da biasimarli per la decisione presa. Io, complice il fatto che oggi in Sicilia trovare lavoro è diventata un’impresa, voglio crederci fino all’ultimo. Anche se, andare avanti è sempre più difficile, alla luce del fatto che ormai, a portare avanti i vari Fortè in tanti casi sono  rimasti in soli due lavoratori. In quello di San Cipirello ad esempio, dove lavoro io, le figure del cassiere e del gastronomo, in assenza di personale vestono anche i panni degli scaricatori, degli addetti alle pulizie e degli scaffalisti. Qualcosa di inimmaginabile.  Ad oggi siamo come dei ciechi, nessuno ci dice niente, tanto che il nostro futuro si prospetta più nebuloso che mai. L’auspicio sarebbe quello che, fallendo Fortè, noi lavoratori veniamo assorbiti dalla catena di supermecati a marchio Todis, l’unico partner interessato all’acquisizione dei punti vendita nonchè il solo rimasto a rifornirci della merce da vendere in tutti i punti vendita della Sicilia. Ma anche da parte di questi ultimi vige l’assoluto silenzio. A tal proposito il sindacato ha chiesto un tavolo tecnico per sapere cosa ci attende nel prossimo futuro”. 

LA PAROLA AL SINDACATO

“Da diversi mesi non percepiamo lo stipendio malgrado la società sia sotto il controllo del Tribunale che ha provveduto a nominare i commissari – ha dichiarato qualche giorno fa il sindacalista Pietro Campo Itacanotizie.it-. Abbiamo molta preoccupazione per il futuro lavorativo dei circa 200 dipendenti. La gestione commissariale ha disatteso ogni nostra rivendicazione. E’ stata fallimentare. Diversi lavoratori, senza paga e avendo da portare a casa il classico pezzo di pane, si sono dimessi, quelli rimasti potrebbero a malapena assicurare la regolare apertura dei punti vendita. Intendiamo denunciare a tutte le Istituzioni pubbliche il forte disagio in cui ci troviamo”.

Il sindacato fa sapere di essere disponibile a ricercare soluzioni condivise, con la convocazione di un tavolo tecnico di concertazione. Altrimenti le azioni di lotta proseguiranno.

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