Home Dal resto della Sicilia Giallo di Caronia: si va verso la chiusura del caso? Lavorino non ci sta

Giallo di Caronia: si va verso la chiusura del caso? Lavorino non ci sta


Redazione PL

Il criminologo duro contro l'ipotesi di omicidio-suicidio

giallo

Il professor Carmelo Lavorino, criminologo, è stato assunto dai legali della famiglia Mondello per fare chiarezza sull’ormai noto giallo di Caronia. Le circostanze in cui persero la vita Viviana Parisi e il figlio Gioele Mondello lo scorso 3 agosto appaiono ancora molto poco chiare. Tuttavia pare che gli inquirenti siano intenzionati ad archiviare il caso. Ciò ha suscitato la dura reazione di Lavorino e dei dottori Antonio Della Valle ed Enrico Delli Compagni. I consulenti della famiglia Mondello, attraverso un comunicato stampa, hanno manifestato tutto il loro dissenso per come è stata gestita la vicenda e confermato di voler andare avanti alla ricerca della verità.

LE PAROLE DI LAVORINO

<<Gira voce che gli inquirenti vorrebbero chiudere il caso della morte di Viviana Parisi e del suo figlioletto Gioele Mondello come omicidio-suicidio in quanto per loro ipotesi più probabile. Se così fosse ci troveremmo di fronte a una svista madornale, a un’ipotesi congetturale senza costrutto e senza riscontri che diviene “falsa tesi” e poi “falso teorema”.

Per dirla alla siciliana, poiché il caso è scoppiato in Sicilia e io stesso sono orgogliosamente siciliano, ci troveremmo di fronte al “nulla mischiato col niente”, laddove il “nulla” è “l’omicidio – suicidio” e il “niente” è rappresentato dalle “conclusioni investigative basate sulle consulenze, sugli accertamenti tecnici, sulle attività investigative e sulle sommarie informazioni testimoniali”.

Nella mia lunga carriera mi sono interessato di molte morti equivoche e, sinceramente, mi sono accorto che quando gli Inquirenti inizialmente puntano su una linea investigativa e sulla stessa investono risorse e giocano prestigio, faccia, reputazione e “aura del potere” non si schiodano nemmeno se presi a cannonate.>>

SULLA NOMINA DELLO PSICHIATRA PICOZZI

<<Un indicatore di questa sciagurata ipotesi è stata la nomina a consulente della Procura di un opinionista televisivo che spazia dagli schermi di Mediaset ai tavoli dei PM e viceversa. Da criminologo a opinionista mattutino, pomeridiano, serale e notturno, da “Matrix” a “Mattino cinque”, a “Non è la D’urso” a “Quarto grado”. Che bellezza!. Al che mi chiedo:È mai tollerabile che un opinionista televisivo faccia il consulente criminologo per il Popolo Italiano e che questo venga pagato per le sue opinioni-consulenze?” Io ritengo di no! Comunque, quando ho saputo che il suddetto avrebbe dovuto esperire la c.d. “autopsia psicologica” sulla povera Viviana Parisi mi sono detto “Eccoci qui, si stanno avviando verso la pista del suicidio della madre che segue l’uccisione del bimbetto”. Mi auguro che così non sia.

Ovviamente noi del pool della famiglia Mondello tenteremo di scardinare questa infausta ipotesi. Sicuramente è antipatico e inopportuno che l’opinionista consulente criminologo di “Quarto grado” faccia il consulente criminologo per la Procura di Patti. Mia domanda: “Quali informazioni emaneranno le reti televisive di Mediaset sul giallo di Caronia? Terranno conto che un loro dipendente fornisce “opinioni sul caso di morte? mentre lavora per gli Inquirenti? Io reputo che, purtroppo, lo faranno e faranno circolare “il Verbo”! Ultimo pensiero sugli opinionisti TV: o fai l’opinionista TV o fai il consulente per gli Inquirenti: altrimenti cadi nel conflitto d’interessi e nella concorrenza sleale!>>

“CI TRATTANO DA CONSULENTI DI SERIE D”

<<L’ipotesi che gli Inquirenti abbiano scelto lo scenario iniziale “omicidio – suicidio” è avvalorata dai rallentamenti, ritardi, boicottaggi, veti, sgambetti e “dispettucci” che hanno tentato di farci sin da quando siamo stati incaricati come consulenti dai legali della famiglia Mondello, Claudio Mondello e Giovanni Venuti, di produrre una relazione per la ricerca della verità dei fatti ai fini di giustizia.

Invece, a tutt’oggi, i consulenti della Procura hanno tutta la documentazione del caso (scene del crimine, autopsie, ispezione visiva dei corpi, filmati, indagini, audizioni, accertamenti tecnici), mentre noi consulenti della Famiglia Mondello abbiamo pochissimi documenti e dati info-investigativi. I Pm hanno messo in mezzo il “segreto investigativo” e ci trattano da “consulenti di serie D”. Perché mai noi consulenti della famiglia Mondello non dobbiamo avere gli stessi dati info-investigativi dei consulenti degli Inquirenti?>>

La conclusione di Lavorino: <<A questo punto mi sovviene la frase di uno spot pubblicitario: “Ti piace vincere facile, eh?!”. Ma c’è un “ma” grande come una casa: noi venderemo cara la pelle e faremo di tutto per fare emergere gli errori di chi ha sbagliato. Quindi, Verità e giustizia per Viviana e Gioele”!>>

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