Home Dal resto della Sicilia Giallo Caronia, consulenti famiglia Mondello: “Ora tutto passa al giudice”

Giallo Caronia, consulenti famiglia Mondello: “Ora tutto passa al giudice”


Redazione

La nota di Carmelo Lavorino e Antonio Della Valle

giallo

Sul giallo di Viviana Parisi e del piccolo Gioele, Carmelo Lavorino e Antonio Della Valle paiono non avere dubbi. Secondo i consulenti della famiglia Mondello, non si sarebbe trattato infatti di un omicidio – suicidio, come sostengono gli inquirenti.

Ci hanno rallentato e creato problemi per mesi, poi, nel marzo del 2021 – finalmente (e tardivamente) – abbiamo visto i corpi e i resti dei due defunti; giorni dopo abbiamo presentato una relazione anticipatoria e di richiesta di collaborazione di 17 pagine e… li abbiamo messi in crisi con la conclusione della precipitazione dei due in un pozzo e la traslazione dei corpi (Viviana sotto il traliccio) per depistaggio, Gioele per autosicurezza“. Così spiegano i due, illustrando la loro tesi.

Giallo di Caronia, la nota dei consulenti della famiglia Mondello

“Tutti Consulenti del Procuratore (ma perché mai?) si sono “stretti a coorte” per confutarci (e perché mai… non si poteva discutere…?); loro tutti avevano foto e video a colori, tac, lastre, relazioni e sopralluoghi: noi nulla! Con quel nulla ammantato dalle nostre analisi, applicazioni, osservazioni e conclusioni li abbiamo messi ancora in crisi…!”.

I consulenti della famiglia Mondello proseguono: “Poi, finalmente, agosto 2021 ci sono arrivati il fascicolo e un mese dopo una cinquantina di foto a colori (il tutto pagato dalla famiglia Mondello): ci sono arrivate le 526 pagine di richiesta di archiviazione per “probabile omicidio-suicidio” e tutte le relazioni tecniche (con foto rigorosamente in B/N dove ben poco si capisce). Così, dall’analisi dei dati e da qualche dettaglio e nonostante tutto abbiamo dimostrato ulteriormente (laddove ce n’era bisogno) che Viviana non si è buttata dal traliccio e che non si tratta di omicidio- suicidio”.

“Bene: ora tutto passa al giudice, che per definizione è terzo è imparziale”, concludono Lavorino e Della Valle. “Siamo profondamente rammaricati che non vi sia stato dialogo fra noi e gli Inquirenti”.

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