Giallo di Caronia: un post profetico di Viviana Parisi al vaglio del Procuratore

Nel suo messaggio su facebook, Viviana Parisi parla di una matrigna cattiva e di una fuga tra i boschi.

Un post della dj Viviana Parisi, scritto col profilo del marito, Daniele Mondello e poi condiviso sulla sua pagina facebook “Viviana Express”, è al vaglio del Procuratore Angelo Cavallo. La donna, che è stata trovata morta l’8 agosto scorso nelle campagne di Caronia per cause ancora da accertare, nel suo post fa riferimento ad una matrigna cattiva e all’esigenza di nascondersi in un bosco. Quasi una profezia, visto ció che è accaduto il 3 agosto, giorno in cui lei e il suo bambino Gioele hanno scavalcato un guardrail dell’autostrada Messina – Palermo per perdersi fra i boschi di Caronia. 

Ecco uno stralcio del post:

“Dopo la nascita di mio figlio Gioele sono entrata a far parte di un mondo nuovo, particolare, colmo di impegni. Cinque anni fa i miei ormoni sono cambiati e gli ormoni di una donna sono veramente complicati e difficili da gestire. Alla nascita del mio cucciolo il suo mondo mi rapì sia con il cuore che con la mente. 
Il mio tempo non lasció spazio ad altri pensieri. Mi travolse. Prima di tutto mi coinvolse un senso di protezione, quindi iniziai ad aver cura di tutto il suo grande universo… Fino a un anno e mezzo fa lo nutrii col mio seno. 


Caronia: Viviava Parisi era già morta all’indomani della scomparsa, sotto il traliccio


Decisi poi a malincuore di non dargli più il mio latte, nonostante ne avessi ancora proseguii con quello che mi prescrisse il pediatra, così arrivó il primo distacco come quello del cambio dei quindici pannolini quotidiani al vasino e
quello del baldacchino alla culla più grande.

La musica per me cambió
Per Daniele l’Hardstyle in studio, per me la ninna nanna in camera da letto, il trenino Bob e le Ruote del Bus che girano in cucina o nel soggiorno e in bagno. Tanto amore, tanti abbracci, la manina cicciotella del mio bimbo sempre con la mia e le preoccupazioni del suo pianto che mi facevano capire se c’era qualcosa che non andava bene. 
Le prime condivisioni dei suoi giocattoli con gli altri bimbi, il girello, l’altalena, lo scivolo, i suoi primi tuffi in acqua, tante e tutte queste emozioni vissute senza volerle condividere sui social. Proprio io che iniziai a postare 18 anni fa i primi video privati di “casa” su MySpace e YouTube che poi cancellai perché “non professionali” detto da alcuni colleghi […] 
Io che… essere se stessi con gli altri, veri con la vita e aprire le porte di casa per condividere, emozionarsi, imparare, sorridere e piangere insieme era nel menu’ della giornata e non poteva mancare.

Io che …. nonostante mi dicevano che non ero femminile ma ” tamarra” sono cambiata nel corso degli anni perché viaggiando ho conosciuto e imparato tante cose,
io che… 
ho fatto tanti sbagli ma che ho imparato a correggerli e a scrivere di me e del mio lavoro passo per passo, 
a fotografare e registrare i momenti delle giornate della vita quotidiana e in generale, 
io che…. ho imparato a descrivere e anche inventare filmetti guardando oltre le mie conoscenze ma soprattutto le mie paure e miei limiti. 
Io che…. poi due anni fa mi sono totalmente e completamente del tutto ancora più  estraniata, allontanata, chiusa in un bunker… 

È come se avessi incontrato la matrigna cattiva e fossi scappata nel bosco nascondendomi dal mondo. 

La musica – e tutto ciò che facevo – è diventata malvagia mi ha ” perseguitata” mi ha rinchiuso in una bara di ” cristallo”. Ho cercato di difendermi 
ho cercato di proteggere me e il mio piccolo, ma alla fine è stato il mio cucciolo a darmi il TEMPO e a cliccare il tasto PLAY,  a ridarmi il ” RITMO” pian piano …


«Gioele e Viviana morti in momenti e luoghi diversi»: è l’ipotesi del legale di «Mondello»


Perché si incomincia dal RITMO battendo SEMPLICEMENTE le mani non dalle cuffie non dal vinile o dal CD o dalla chiavetta da tutti quegli ingredienti che servono dopo… 
Perché si inizia a parlare prima di leggere …..
Perché si inizia a gattonare prima di camminare…. 
Perché si inizia a sorseggiare, a bere prima di masticare… 
Perché… Perché. .. Perché…
La vita nasce con un primo battito e poi un altro e poi un altro ancora e poi ancora e ancora continua a crescere, piano piano “a tempo” e continua a battere, senza niente addosso, solo con il calore umano e quel calore umano che è la LUCE nel mio CUORE e il mio CORAGGIO forse ritrovato, VORREI fosse il mio  prosieguo di un nuovo sbatter d’ali se DIO VUOLE….

Come questo piccolo nido che hanno costruito le tortore sopra il tetto di casa nostra con un “nuovo arrivato”, perché hanno messo al mondo un’ altra vita con il loro calore, come le piantine che ho seminato nei vasi e che con il sole sono cresciute fiorite e sbocciate, e.. come il VOSTRO “Benvenuto” ieri nello scrivere e commentare il NOSTRO momento in auto, come se fosse stato un semplice momento del passato proiettato al presente, un continuo senza interruzioni…. Come il nostro cuore che non può cessar di battere…”