Home Dal mondo Giallo nella morte di Maradona, e battaglia per l’eredità senza testamento

Giallo nella morte di Maradona, e battaglia per l’eredità senza testamento


Pippo Maniscalco

L'ultima persona a veder in vita Maradona sarebbe stato l'infermiere che l'ha assistito nella notte tra martedì e mercoledì. Si tinge di giallo la morte del Pibe?

Dopo la morte di Maradona, sono emersi dubbi sull’orario in cui sarebbe venuto a mancare l’ex Pibe de Oro. C’è un giallo sull’orario delle morte e sui soccorsi. Il quotidiano El Clarin, riporta una dichiarazione dell”infermiere che si è occupato dell’ex fuoriclasse del Napoli nella notte tra martedì e mercoledì. Ha detto che quando alle 6:30 del mattino ha lasciato il turno, Diego era ancora vivo. L’infermiera che nel mattino della morte ha assistito Maradona dopo di lui, in un primo tempo aveva affermato: «L’ho sentito muoversi all’interno della stanza alle 7:30». Poi però ha precisato di non essere mai entrata nella stanza del fuoriclasse argentino, per controllare se effettivamente stesse bene. Per non disturbarlo. Aggiungendo che in un rapporto ufficiale era stata obbligata a dichiarare che quella mattina aveva controllato Diego. Ma in realtà lo aveva lasciato riposare senza mai entrare nella sua stanza. Il procuratore Laura Capra ha raccolto tutte queste preziose testimonianze per far luce sulla morte dell’ex numero 10, anche in merito ad eventuali ritardi nei soccorsi.

INDAGINI, SELFIE ED EREDITÀ

Dopo la commozione e il momento del cordoglio culminati con il lungo addio dalla Casa Rosada fino al corteo funebre verso il cimitero di Jardin Bella Vista, di Maradona si continuerà a parlare a lungo. C’è questa indagine sul decesso e sull’assistenza medica ricevuta. Lo sciacallaggio delle foto di persone infiltrate in casa e pronte a vendere le immagini del cadavere ai giornali stranieri. E lo sgradevole selfie, scattato in posa e con il pollice verso l’alto, dell’addetto alle onoranze funebri che prepara salma e feretro per la camera ardente. Ma soprattutto terrà banco la controversa questione del patrimonio e dell’asse ereditario. In Argentina sono convinti che Diego abbia dilapidato la maggior parte dei suoi averi negli anni passati. Vittima anche dell’avidità di amicizie e affetti interessati più alla sua notorietà e ai suoi soldi che non all’uomo. E che quindi sia morto “povero”, con solo 100 mila dollari sul conto corrente.

BATTAGLIA SUL PATRIMONIO

Pochi contanti, quindi, nonostante durante la sua carriera di giocatore e allenatore, abbia guadagnato decine di milioni di dollari in stipendi e sponsorizzazioni. All’inizio degli anni ’80, era uno degli atleti più pagati del pianeta, guadagnando diversi milioni all’anno da aziende come Hublot, Puma e Coca-Cola. Ha sperperato, ma ha anche investito. Secondo il Clarin, Maradona possedeva due proprietà a Villa Devoto, quartiere residenziale della capitale argentina, un’altra situata a Puerto Madero nel pieno centro della città. La casa di Bella Vista dove ha vissuto con la fidanzata Rocío Oliva, e un’altra a una casa a Nordelta, dove attualmente vivono le sue sorelle. Ma ci sono tante auto di lusso, gioielli e financo un carrarmato. E molti contratti milionari per lo sfruttamento dell’immagine. Legali e notai, oltre alla difficoltà nel quantificare il patrimonio di Maradona, che potrebbe arrivare a 100 milioni di dollari, dovranno anche far chiarezza sugli eredi del campione argentino. Oltre ai familiari sicuramente ci sono i cinque figli riconosciuti e tre nipoti ma potrebbero rientrare nel novero anche figli nati da relazioni che Maradona avrebbe avuto a Cuba durante il soggiorno nell’isola caraibica. Se ne parlerà a lungo.

Potrebbero interessarti