Home Dal mondo Giallo sul destino dei soldati di Azov: per Mosca sono “criminali nazisti”

Giallo sul destino dei soldati di Azov: per Mosca sono “criminali nazisti”


Redazione PL

Mosca può bloccare lo scambio di prigionieri con i soldati del battaglione Azov: «Sono criminali nazisti». Incerto il destino di quelli rimasti dentro l'acciaieria»

Il nodo del destino degli uomini del battaglione Azov che si sono arresi alle truppe russe è ancora tutto da sciogliere. La Russia ha fatto sapere che sono stati evacuati 264 soldati ucraini, di cui 51 gravemente feriti. E che dopo aver “deposto le armi ed essersi arresi”, sono ora “prigionieri” di guerra. La vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk, ha sostenuto che una volta che le condizioni dei feriti si saranno stabilizzate, “saranno scambiati con prigionieri di guerra russi” e assicurato che Kiev sta lavorando “alle prossime fasi dell’operazione umanitaria”.

Ma in Russia c’è chi la pensa diversamente, tanto è vero che  il Parlamento  esaminerà oggi una bozza di risoluzione che vieta lo scambio dei militari evacuati dall’acciaieria Azovstal.  “I criminali nazisti non dovrebbero essere oggetto di scambio prigionieri. Sono criminali di guerra e dobbiamo fare di tutto per assicurarli alla giustizia”, ha detto il presidente della Duma russa, Vyacheslav Volodin, in una riunione della Camera dei deputati.

C’È CHI VUOLE I SOLDATI AZOV GIUSTIZIATI O ALL’ERGASTOLO

C’è addirittura chi li vuole morti e chi prigionieri per sempre. Il deputato russo Leonid Slutski ritiene che i soldati usciti dai sotterranei delle acciaierie meritino la pena di morte e ha proposto di fare per loro un’eccezione alla moratoria sull’applicazione della pena capitale in Russia. Un altro deputato della Duma, Sultan Khamzaev, ha chiesto che i “nazisti rifugiati nello stabilimento Azovstal” ricevano la pena dell’ergastolo. Si ritiene che all’interno dell’acciaieria ci fossero circa 600 soldati e secondo Kiev, dei 265 che hanno già lasciato la struttura. Cinquantatrè, gravemente feriti, sono stati portati nella città di Novoazovsk e altri 211 a Olenivka, in strutture mediche entrambe nell’autoproclamata repubblica filorussa di Donetsk. In pratica nelle mani dei russi. Non si sa molto delle centinaia di soldati rimasti nei sotterranei dell’Azovstal. (Foto da video della Difesa russa)

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