Home Food & Drink Giornata contro lo spreco alimentare, un italiano su tre riduce il cibo in pattumiera

Giornata contro lo spreco alimentare, un italiano su tre riduce il cibo in pattumiera


Alessia Maranzano

giornata contro lo spreco alimentare

Nei prossimi mesi, più di un italiano su tre ridurrà le quantità di cibo che finiscono nella spazzatura, adottando pratiche green e sostenibili. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Coop riguardo ai comportamenti in casa, in occasione della terza giornata contro lo spreco alimentare.

LA GIORNATA CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE

Più di un italiano di tre taglierà gli sprechi di cibo nei prossimi mesi, recuperando quello che resta a tavola. La maggiore attenzione verso gli sprechi alimentari e a comportamenti più responsabili è spinta anche dal carovita, scatenato dalla crisi energetica e dalla guerra in Ucraina. La Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari, istituita dalle Nazioni Unite, si celebra il 29 settembre.

Ogni anno nelle case degli italiani si gettano in media circa 67 kg di cibo per abitante. Il dato è confortante se paragonato agli sceicchi dell’Arabia Saudita con 105 kg di prodotti alimentari che finiscono nella spazzatura, davanti ad Australia con 102 chili e al Messico con 94 chili. A livello mondiale, i cittadini più virtuosi sono i russi, con appena 33 chili pro capite di cibo buttato, seguiti da sudafricani (40 chili) e indiani (50 chili). Tuttavia, se si considerano solo le nazioni dell’Unione Europea, emerge che i cittadini del Belpaese sono più responsabili dei cugini francesi che in un anno gettano alimentari per 85 chili a testa, tedeschi per 75 kg. Infine, gli inglesi si attestano a quota 77 kg.

I DATI A LIVELLO MONDIALE

A livello mondiale, i dati annuali sullo spreco alimentare sono allarmanti. Infatti, quasi un miliardo di tonnellate di cibo, pari al 17% di tutto quello prodotto, è perso con un impatto devastante sull’ambiente e sul clima, oltre che su un’economia già duramente colpita dall’emergenza Covid, secondo una analisi della Coldiretti su dati Onu. 

Dall’analisi Coldiretti emerge che il principale ambiente in cui avviene lo spreco alimentare è l’abitazione privata, dove si butta mediamente circa l’11% del cibo acquistato. Mense e rivenditori ne gettano, invece, rispettivamente il 5% e il 2%. “Un fenomeno che determina anche effetti dirompenti sull’economia, sulla sostenibilità e sul piano ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti” precisa la Coldiretti. “Si stima, infatti, che le emissioni associate allo spreco alimentare rappresentino l’8-10% del totale dei gas serra”.

“Un problema drammatico dal punto di vista etico oltre che economico contro il quale Coldiretti è impegnata da anni in un’opera di sensibilizzazione dei consumatori attraverso il progetto dei mercati di Campagna Amica per il contenimento degli sprechi con la più grande rete delle fattorie e dei mercati a chilometri zero che riduce le distanze ed i tempi di trasporto e garantisce maggiore freschezza e tempi più lunghi di conservazione degli alimenti” ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. 

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