Home Dall'Italia Green pass dopo finte iniezioni: arrestati un infermiere e altri quattro | VIDEO

Green pass dopo finte iniezioni: arrestati un infermiere e altri quattro | VIDEO


Pippo Maniscalco

Emesse anche 50 misure di custodia cautelare per chi, pagando 300 euro, avrebbe ottenuto il Green pass senza farsi inoculare il vaccino dall'infermiere arrestato

A cavallo tra la fine dello scorso anno e gli inizi di questo, proprio nel periodo di piena emergenza vaccinale, la Procura di Ancona ha iniziato e portato avanti una inchiesta che ha dato esiti sorprendenti. Sono state emesse cinquanta misure di custodia cautelare: quattro hanno portato in carcere un infermiere di 51 anni di Falconara, un ristoratore di Civitanova e altri due anconetani. Ai domiciliari un avvocato. Per i destinatari di tutte le altre c’è obbligo di dimora. Si tratta di tutti quelli che, pagando, avrebbero ottenuto il green pass senza farsi inoculare il vaccino. In pratica l’infermiere faceva finta di somministrare le dosi a persone procurategli dagli “intermediari”, ma gettava le fiale nei cestini. Il tutto è stato filmato e registrato dagli investigatori, che avevano già iniziato ad indagare dopo aver ricevuto la prima denuncia da parte di un medico che l’infermiere stesso aveva cercato di corrompere.

OLTRE 300 EURO PER OGNI GREEN PASS

L’infermiere operava ad Ancona, nell’hub vaccinale Paolinelli. Un avvocato, un titolare di ristoranti e due amici si preoccupavano di “reclutare” persone che non avevano alcuna intenzione di vaccinarsi. L’infermiere professionale, secondo gli inquirenti, fingeva di somministrare il vaccino all’interno del box del punto vaccinale nell’impianto sportivo ‘Paolinellì. Ma in effetti gettava via il siero e applicava il cerotto. Sviando così l’attenzione anche del medico responsabile. Non sono emerse infatti responsabilità di medici, funzionari o altre persone del centro vaccinale in questione. Per ogni Green pass, l’infermiere si sarebbe fatto pagare oltre 300 euro. L’ammontare delle pratiche corruttive ammonterebbe a 18mila euro. Ora la squadra mobile della Questura di Ancona sta indagando per capire se si sono verificati episodi corruttivi e di truffa anche nei mesi precedenti.

Potrebbero interessarti