Il nuovo pentito Ferrante rivela: «I clan si scambiano di esattori»

L’ex capomafia dell’Acquasanta sta facendo i nomi di chi pagava. Inoltre Ferrante parla anche delle forniture che venivano imposte ai commercianti

L’ultimo pentito di mafia è Giovanni Ferrante, ex reggente del clan dell’Acquasanta a Palermo. Sta collaborando, e sta svelando gli ultimi segreti del racket delle estorsioni nella parte occidentale della città. E sono saltati fuori nomi di commercianti e imprenditori che pagano. Ma, soprattutto, ha raccontato com’è organizzata la macchina del pizzo nel mandamento di Resuttana. La novità è che le famiglie si scambiano gli esattori del racket, per evitare che possano essere conosciuti dalle vittime.

LA COMPAGNA È CON LUI

Giovanni “Nanni” Ferrante, era finito in carcere con l’accusa di mafia nell’ambito del maxi blitz contro il clan dell’Acquasanta “Mani in pasta” di maggio dell’anno scorso. Da quando ha iniziato a parlare, ha riempito tre verbali, è probabile che vengano depositati dalla procura la settimana prossima. Con Ferrante sono indagati anche la compagna, Letizia Cinà, che l’ha seguito nella sua nuova vita da collaboratore di giustizia. Sono indagati il padre Francesco, il figlio Francesco Pio e il fratello Michele, ma ancora non si sa se il pentito accuserà anche loro. Lui, che era il terrore dei commercianti per i suoi metodi alquanto violenti, ripete di volere cambiare vita. Le rivelazioni che ha fatto vengono ritenute di grande importanza dai magistrati della direzione distrettuale antimafia.

SCATTATE MISURE DI PROTEZIONE

Per questo, come scrive Repubblica, in pieno agosto, sono scattate le misure provvisorie di protezione per la compagna. Lui invece è in carcere. Era stata offerta protezione anche alla prima moglie e ai genitori del capomafia, ma loro si sono dissociati dalla scelta del congiunto. Ora, Ferrante preannuncia tante altre dichiarazioni sul presente e il passato di Cosa nostra. È cugino ed è stato referente dei fratelli Fontana, da alcuni anni ormai a Milano, quindi è a conoscenza delle dinamiche più segrete dell’Acquasanta.

FORNITURE IMPOSTE AI COMMERCIANTI

A quanto pare il nuovo collaboratore parla anche delle forniture che venivano imposte ad alcuni operatori economici. Era già emerso nel corso delle intercettazioni della Guardia di Finanza. Sarebbero una quindicina i commercianti ricattati. «Se la deve prendere la farina, non provarla. Se la deve mangiare di soverchieria», urlava il boss parlando della sua farina al titolare del panificio. E il panificatore: «Scusa, non succederà più». Non solo farina, ma anche carta e sacchetti di un’altra azienda dei Ferrante. E, nel caso occorresse, metteva Attak nelle serrature di chi si lamentava. Naturalmente, nessuno ha mai denunciato.