Home Dall'Italia Il sospetto della Procura: Alex ucciso dalla mamma per vendetta sul padre

Il sospetto della Procura: Alex ucciso dalla mamma per vendetta sul padre


Pippo Maniscalco

La procura di Perugia ricostruisce le ore prima dell’omicidio del piccolo Alex. Prima di entrare nel supermercato gli è stata cambiata la maglietta

La Procura di Perugia sospetta che il piccolo Alex Juhasz sarebbe stato ucciso dalla mamma, la 44enne Erzsebet Bradacs, per vendicarsi del papà del bimbo, l’ex della donna, che vive in Ungheria. Un sospetto avvalorato dalla macabra fotografia che la donna ha inviato dal suo cellulare in una piattaforma social in cui è presente anche il marito. Una foto scattata poco prima di entrare nel supermercato Lidl di Po’ Bandino con in braccio il piccolo insanguinato. Probabilmente già privo di vita. Nell’immagine inviata all’ex compagno c’è Alex disteso su una coperta, insanguinato. Il padre del bambino, dopo avere ricevuto la foto ha subito allertato le autorità.

UNA MACABRA VENDETTA? CI SONO ANCHE ALTRI INDIZI

Se l’ipotesi della Procura venisse confermata, sarebbe davvero un espediente macabro, che fa pensare ad una vendetta consumata dalla donna verso l’ex, da cui era divisa. Fra l’altro, pochi giorni fa un tribunale ungherese aveva deciso per l’affidamento del figlio all’uomo. Ma contro donna ungherese, che temporaneamente era domiciliata a Chiusi, ci sono anche altri indizi. I carabinieri hanno trovato nell’ex cabina Enel abbandonata, dall’altra parte della strada di fronte al supermercato, la maglietta insanguinata che il piccolo Alex indossava al momento dell’aggressione. Sono evidenti i segni delle coltellate. Ma una volta portato all’interno del Lidl, Alex aveva un’altra maglietta. Gli inquirenti pensano che è stata la madre a cambiarlo, dopo averlo accoltellato. Forse nel vano tentativo di riuscire ad addossare la responsabilità dell’accaduto ad altri. Ma in base ai filmati della telecamera di sorveglianza che inquadrano l’ingresso del locale dove sarebbe avvenuto l’omicidio, solo la donna sarebbe venuta a contatto con il bambino negli istanti precedenti l’ingresso al Lidl. Inoltre nello stabile abbandonato gli investigatori hanno trovato anche giocattoli del piccolo, una felpa appartenente alla mamma, un pannolino e tracce di cibo.

LA VERSIONE DELLA DONNA

Questi tutti gli elementi indiziari contestati alla donna nell’interrogatorio svoltosi presso il comando Compagnia carabinieri di Città della Pieve, in presenza del suo difensore. Nel corso dell’interrogatorio l’indagata, dice la Procura, ha fornito “versioni confuse e contraddittorie che hanno corroborato il quadro indiziario e hanno ulteriormente fatto propendere per l’emissione del decreto di fermo”. Erzsebet Bradacs, che attualmente è in carcere a Capanne, continua a proclamarsi innocente. Sostiene di essersi allontanata per prendere un giocattolo e di aver trovato il figlio agonizzante. L’udienza di convalida del fermo, per l’accusa di omicidio volontario aggravato, è fissata per oggi 4 ottobre.

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