Boom di immigrati a Lampedusa, il sindaco minaccia: «Chiudo tutto»

La situazione sull’isola è difficile e Totò Martello ha espresso il suo disappunto al Governo nazionale.

Incendi, Coronavirus ed immigrati. Ecco il trittico che, nelle ultime ore, preoccupa sensibilmente la Sicilia. Mentre la natura brucia e si registrano ulteriori casi di Covid-19, gli immigrati continuano a sbarcare sulle coste siciliane affollando gli hotspot dell’isola. Ieri, a Lampedusa, c’è stato il boom di arrivi: 1.526 migranti, 370 dei quali arrivati su un solo barcone. Sono persone che, con la paura e la speranza negli occhi, scappano da un presente difficile in cerca di un futuro migliore. Il problema però, tutto siciliano, è che ne arrivano tantissimi ogni giorno e le strutture sono al collasso. Totò Martello, sindaco di Lampedusa, ha attaccato duramente il Governo nazionale denunciando il suo immobilismo. Il numero uno della piccola isola, inoltre, ha minacciato di chiudere tutto.

MARTELLO HA PERSO LA PAZIENZA

Tanti migranti per pochi posti. Le strutture e gli hotspot di accoglienza, sulle quali grava l’ombra del Coronavirus, sono al collasso. Il sindaco di Lampedusa è sbottato denunciato la situazione all’indomani degli arrivi record sulla sua isola:

Chiudiamo tutto e vediamo se il governo nazionale esce da questo silenzio. Non serve a niente mandare le navi-quarantena quando l’hotspot è stracolmo e l’emergenza è già in atto. Va fatto un lavoro preventivo per salvaguardare, innanzitutto, la sicurezza della popolazione che è stanca e preoccupata. Sembrano ovvietà, ma nessuno si muove“.

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