In arrivo il Green pass all’italiana per aerei, treni, stadi e discoteche

L’obbligo potrebbe essere esteso per l’accesso ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza e agli stadi, ma potrebbe permettere anche la riapertura delle discoteche

All’inizio della prossima settimana si riunirà la cabina di regia, che valuterà le ipotesi formulate dal Governo sui suggerimenti dei tecnici sull’utilizzo del Green pass. I provvedimenti ne prevedono innanzi tutto la validità solo dopo aver fatto la seconda dose, in linea con l’Unione europea. E di estendere l’obbligo del Green pass per l’accesso ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza, come aerei o treni. La misura ricorda il “certificato verde” alla francese, ma dovrebbe essere meno restrittivo di quello di Emmanuel Macron. La previsione è che un utilizzo diffuso del pass potrebbe evitare il ricorso a misure più restrittive, e dare un maggior peso allo Rt ospedaliero sui profili di rischio da assegnare alle regioni: le soglie potrebbero essere l’occcupazione del 30% delle terapie intensive e 4del 0% dei ricoveri ordinari. Significherebbe comunque un deciso cambiamento rispetto ad ora, che potrebbe garantire la riapertura di determinate attività ancora chiuse, come sale da ballo e discoteche. Ma si sta parlando anche della possibilità di dover esibire il green pass per i ristoranti al chiuso e bar.

CONTRASTI NELLA MAGGIORANZA

Ieri a Bruxelles il ministro degli Affari regionali Maria Stella Gelmini, parlando di questo argomento ha detto: «Se non vogliamo tornare a dover chiudere il Paese non possiamo perdere tempo e non possiamo accontentarci dei risultati buoni che abbiamo raggiunto. Dobbiamo fare uno scatto in avanti». Ma sul “certificato verde” nella maggioranza non tutti sono d’accordo. Per esempio Pd e Italia Viva sarebbero favorevoli a prevederlo anche per bar e ristoranti. Il Movimento 5 Stelle invece dice: «Ci sono luoghi con grandi afflussi di persone dagli stadi ai concerti fino alle discoteche, che devono aprire e per queste attività riteniamo certamente utile l’introduzione di un green pass. Ma è diverso il discorso per attività come bar o ristoranti: in questo momento introdurre il green pass per accedervi significherebbe solamente limitare una ripresa così faticosa, dopo mesi di sacrifici».

DEL TUTTO CONTRARIA LA MELONI: «RAGGELANTE»

Fratelli d’Italia e quindi Giorgia Meloni sono contrari su tutto. «L’idea di utilizzare il green pass per poter partecipare alla vita sociale è raggelante ─ ha detto la Meloni ─ . È l’ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana. Una follia anticostituzionale che Fratelli d’Italia respinge con forza. Per noi la libertà individuale è sacra e inviolabile». Anche la Lega è contraria e Matteo Salvini ha detto: «Ne parleremo se e quando ce ne sarà la necessità. Adesso chiediamo attenzione e rispetto delle regole, però non possiamo terrorizzare la gente prima del tempo». Forza Italia invece ha una posizione intermedia.

PIACEREBBE ALLA FEDERCALCIO

Del tutto favorevole la Federcalcio, che pensa al Green pass come ad una possibilità per riaprire gli stadi. Il presidente Gabriele Gravina ha detto: «Riapertura degli stadi? Abbiamo formalizzato la richiesta alla sottosegretaria Vezzali. Siamo in attesa che la procedura venga definita anche secondo le indicazioni del Cts Vogliamo arrivare a utilizzare il green pass in modo rapido e renderlo efficace anche nei nostri impianti – ha aggiunto -. Sappiamo che sarà complicato ottenere la riapertura totale. Chiediamo gradualità e accompagnamento. I club sono in grande difficoltà, abbiamo bisogno di tempi certi».