Home Dal resto della Sicilia In Sicilia a causa del Green pass corsa all’esenzione: già 20mila richieste

In Sicilia a causa del Green pass corsa all’esenzione: già 20mila richieste


Pippo Maniscalco

I "furbetti dell'esenzione" per avere il Green pass senza vaccinarsi, nel fare le richieste a volte accampano motivazioni fantasiose. Anche minacce ai medici per "convincerli"...

covid

Mancano due settimane dall’entrata in vigore del Green pass nei luoghi di lavoro, e in Sicilia è partita la corsa per ottenere un certificato di esonero dal siero. Le richieste pervenute solo ai medici di famiglia siciliani sono 20mila. Luigi Galvano, presidente regionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale, come è riportato da Repubblica, spiega: «Via via che si avvicina la scadenza del 15 ottobre, siamo subissati dalle chiamate. Ne riceviamo in media 5-6 a testa. E considerando che i medici di base in Sicilia sono oltre 4mila, le richieste superano quota ventimila».

MEDICI MINACCIATI

Talvolta ii toni delle richieste sono anche poco concilianti, come afferma Toti Amato, presidente dell’Ordine dei medici di Palermo: «Abbiamo ricevuto segnalazioni di medici minacciati da No Vax per ottenere l’esenzione. Qualcuno ha inviato lettere dell’avvocato corredate da esami e certificati di specialisti. Abbiamo consigliato di comunicare le pressioni ricevute alla Digos e di ricusare l’assistito per turbativa del rapporto fiduciario».

ANCHE MOTIVAZIONI FANTASIOSE PER I “FURBETTI DELL’ESENZIONE”

Dopo le denunce dei camici bianchi sulle pressioni dei No vax del Covid, nelle Asp è partita la caccia per stanare i “furbetti dell’esenzione”. Alcuni accampano anche motivazioni fantasiose. C’è chi chiede di non vaccinarsi perché ha la psoriasi, chi ritiene di non doverlo fare perché soffre di insufficienza renale. Inoltre c’è chi denuncia problemi alla tiroide per sottrarsi alla puntura. Il fatto è che, di fatto, la Regione non ha idea di quanti siano certificati rilasciati finora. Perché, in barba all’ultima circolare ministeriale che impone di archiviare digitalmente la documentazione medica, non esiste un database centralizzato. Né la Regione ha dato indicazioni su dove e come caricare i dati. Per cui, la valutazione caso per caso è demandata medico vaccinatore dell’Asp, oppure ai medico di famiglia o ai pediatri che abbiano aderito alla campagna vaccinale

POSSIBILI ABUSI

Per questo motivo possono nascere degli abusi, in quanto, per legge, la motivazione clinica non va specificata nel certificato cartaceo. Ma, come è scritto nell’ultima circolare, va archiviata digitalmente «attraverso i servizi informatici vaccinali regionali». Che ancora, come detto, non sono stati predisposti.

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