Home Economia e lavoro Con #ioapro1501 arriva la rivolta dei ristoranti: il 15 apriranno in 60mila

Con #ioapro1501 arriva la rivolta dei ristoranti: il 15 apriranno in 60mila


Pippo Maniscalco

Arriva dal Web la protesta con l'hashtag #io apro1501 che porterà numerosi locali a non rispettare i decreti del Governo

Dopo il serrato confronto tra Stato e Ragioni, con al centro del dibattito le nuove misure anti-Covid da inserire nell’oramai prossimo Dpcm, il Governo si prepara nuovamente a colpire il settore della ristorazione introducendo il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18. Restrizioni ancora più pesanti quindi per un segmento economico già duramente provato dalle norme già in atto. Ma i ristoratori non ci stanno, ed hanno deciso di alzare la testa con una “disobbedienza civile”, programmata per il 15 gennaio.

#IOAPRO1501: L’HASHTAG DELLA SFIDA

Sui social sta rimbalzando l’hashtag #ioapro1501, per lanciare, di fatto, il guanto di sfida al nuovo Decreto del Governo Conte. L’iniziativa è nata da un appello sul web lanciato da Maurizio Stara, titolare del pub RedFox di Cagliari e prevede una protesta pacifica volta a dimostrare la capacità dei ristoratori di ottemperare e far rispettare le regole di prevenzione del Covid-19. Le adesioni a questa protesta che vedrà il 15 gennaio bar e ristoranti rialzare le serrande in tutta Italia sia a pranzo che e cena, sono state decine di migliaia.«Non è una manifestazione di protesta ma sopravvivenza ─ sopralineano gli organizzatori ─. Al momento hanno aderito in 60mila. Le aperture saranno fatte tutte garantendo i protocolli in sicurezza, con termoscanner, mascherine».

LE ASPETTATIVE E LE REGOLE

«Noi ci aspettiamo una grande affluenza di clientela, molti cittadini ci capiscono e ci sostengono. Anche grazie a una buona campagna di comunicazione ─ affermano gli interessati ─. Abbiamo già ricevuto molte prenotazioni e ringraziamo le persone che hanno scelto di stare al nostro fianco. Ci aspettiamo anche un grande appoggio da parte delle forze dell’ordine, perché la nostra è una disobbedienza gentile, ancor più che civile». Ma come sarà organizzato fisicamente il lavoro? «Noi rispetteremo tutte le norme Covid, non siamo negazionisti e ci teniamo a dirlo. Riapriamo per sconfessare il rischio di chiusura totale e così abbiamo stabilito un piccolo vademecum di regole a cui attenersi: distanza tra i tavoli doppia rispetto a quanto stabilito dalla legge, osservanza rigida delle norme anti Covid-19, conti al tavolo entro le 21,45 e, per i primi tre giorni, ai clienti che sceglieranno di supportarci sarà permesso, a fronte di un regolare scontrino, di pagarci con un’offerta libera. Altra regola su cui non deroghiamo, è il rispetto nei confronti delle forze dell’ordine con cui avremo eventualmente contatti».

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