L’assassino di Chiara: «L’ho accoltellata, poi l’ho uccisa a calci in faccia»

Particolari agghiaccianti nella confessione. Il sedicenne fermato era un conoscente della famiglia, e Chiara si fidava di lui

Nella sua deposizione ai carabinieri di Bologna Borgo Panogale, il minorenne che ha ucciso Chiara Gualzetti ha fornito particolari agghiaccianti. Ha raccontato che la 15enne già una volta, senza saperlo si era salvata dalla sua furia. «Avevo già provato l’impulso fortissimo di uccidere Chiara pochi giorni fa ─ ha detto l’assassino ai carabinieri ─, ma avevo desistito, visto che erano presenti altre persone. Ho fatto davvero fatica a trattenermi, ma quell’idea mi è rimasta in testa perché avevo promesso al demone di agire sul serio, sperando mi lasciasse in pace per un po’». Ha detto che aveva «sete di sangue» e a spingerlo era «quell’entità che poteva vedere e sentire già dall’età di 12 anni». «Domenica ucciderò una ragazza », aveva annunciato a un parente, senza essere preso sul serio.

LA CONFESSIONE

Invece alle 9 di domenica è andato da Chiara, alla quale aveva dato un appuntamento. «Abbiamo parlato dieci minuti, poi l’ho convinta a salire sulla collina ─ ha confessato con freddezza ai carabinieri ─. Lì l’ho invitata a girarsi, fingendo che avessi un regalo e volessi farle una sorpresa. Le ho dato un paio di coltellate, tenendole la mano sulla bocca per non farla urlare. Ma lei ha iniziato a singhiozzare. Allora l’ho presa a calci in faccia fino a quando non è morta. Ricordo che non voleva morire e mi sono stupito di quanto fosse resistente il corpo umano». Chiara ha provato inutilmente a salvarsi, come dimostra la ciocca di capelli del carnefice che stringeva in una mano.

Poi lunedì, mentre la famiglia della 15enne e tutta Valsamoggia e Monteveglio la cercavano senza sosta, il giovane assassino ha scritto a un’amica: «Ho ucciso Chiara». Un messaggio che ha poi cancellato, ma già era stato letto dagli investigatori, ai quali il papà di Chiara aveva fornito la password Instagram della figlia.