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Le rilevazioni di un sondaggio sul prossimo presidente della Repubblica


Pippo Maniscalco

Toto Quirnale: Il 59% auspica una figura super partes per la carica più alta, anche se parte degli elettori del centrodestra ambisce a un presidente del proprio schieramento politico

Negli ultimi giorni la Radar Swg ha effettuato un sondaggio sulle prossima elezione del presidente della Repubblica. Le rilevazioni hanno interessato un campione rappresentativo nazionale di 800 soggetti maggiorenni. È stato usato il metodo CATI-CAMI-CAWI con metodo CATI-CAMI-CAWI. Il 59% degli interpellati ha auspicato per il Quirinale una figura super partes. Anche se parte degli elettori del centrodestra hanno detto di ambire ad un presidente del proprio schieramento politico.

Quanto ai nomi, tra gli elettori che si dicono di centrodestra il più gradito è Mario Draghi, con il 58%. Seguito da Silvio Berlusconi con il 39% e Elisabetta Casellati con il 37%. Tra gli elettori di centrosinistra, Draghi ha il 71% di gradimenti, Gentiloni il 55%, Cartabia il 51%. Sul totale degli elettori dopo Draghi, Cartabia, Gentiloni e Casellati, si collocano Paola Severino con il 20%; seguita da Berlusconi e Dario Franceschini con il 18%, Pierferdinando Casini e Letizia Moratti con il 17% e Giuliano Amato con il 15%.

COME SI COLLOCANO GLI ELETTORI DI SINISTRA E DI DESTRA

Oltre a Draghi, ritenuto in modo trasversale la personalità più adeguata, la maggioranza degli elettori di centrosinistra attribuisce anche a Gentiloni e a Cartabia le medesime capacità. Gli elettori di centrodestra invece risultano meno convinti dai candidati della loro parte: la maggioranza confida soprattutto in Draghi, seguono Berlusconi e Casellati, ma con meno del 40% di opinioni positive, conclude Swg.

LA MAGGIORANZA, SOPRATTUTTO I GIOVANI, SI MOSTRA FREDDA

Swg ha riferito che nel sondaggio «un’ampia quota di cittadini, il 40%, esprime un forte coinvolgimento sulla questione, ma la maggioranza, soprattutto i più giovani, si mostra piuttosto fredda». Il risultato ha evidenziato anche una diffusa sfiducia nelle capacità, da parte dei politici, di eleggere una figura che sia all’altezza del ruolo: il 76% ha poca o nessuna fiducia, di cui l’85% collocati a destra. L’appartenenza politica dei cittadini naturalmente condiziona le opinioni su quali personalità potrebbero essere più adatte a ricoprire la carica più alta.

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